Viaggio in Inghilterra attraverso le serie TV


Qualche volta sarà capitato anche a voi di chiedervi dove fosse ambientata una serie TV o di restare affascinati dal contesto urbanistico. E di partire così per un viaggio parallelo alla storia raccontata nella fiction. Un viaggio in cui si immagina, desidera e progetta di visitare quei luoghi; di immergersi in una realtà inedita.
Sicuramente accade quando le serie sono ambientate in posti esotici o in città famose come New York oppure Madrid. O anche Londra che fa la parte del campione nelle serie televisive targate Regno Unito. Volendo solo citarne alcune, di genere diverso, attraverso la storica The Crown o la dark Luther, oppure passando per uno Sherlock Holmes molto contemporaneo, della capitale inglese abbiamo imparato a riconoscere ogni angolo.
Nonostante ciò vi sono delle serie ambientate altrove che appassionano tanto da suscitare una curiosità geografica e turistica. Grazie a queste storie e ai loro personaggi abbiamo la possibilità di conoscere città minori per dimensioni ma ugualmente ricche di fascino e di storia. In questo articolo andremo in alcune di queste, ovvero: nella Birmingham che ha visto nascere i Peaky Blinders; nella Manchester di Life on Mars; per finire nella Bristol di Skins (e delle opere di Banksy).
Pronti a partire?

BIRMINGHAM

La finzione della famosa e celebrata serie televisiva attinge dalla realtà quando racconta la storia dei Peaky Blinders, una gang di malviventi che negli anni ’30 dello scorso secolo gestiva traffici illeciti a Birmingham.
Il nome del loro capo non era Thomas Shelby ma i componenti della banda avevano davvero l’abitudine di nascondere una lametta nel risvolto del cappello, da cui il titolo della fiction, per poterlo usare come arma.
Da quell’epoca Birmingham è molto cambiata. Ha affrontato i bombardamenti, la ricostruzione,la crisi economica, e da alcuni decenni si va affermando come meta turistica. Chiamata col vezzeggiativo “Brum” dai
suoi abitanti, negli ultimi decenni è diventata una città molto dinamica e vitale, senza rinnegare il proprio passato. In alcuni quartieri le diverse epoche si integrano alla perfezione, mentre in altre vi è una continuità storica.
Con la nostra esplorazione partiamo dal centro storico dove, sin dal XII secolo, si teneva un florido mercato. Questo spazio è tutt’ora destinato al commercio ed è sede del principale centro commerciale della città.Si tratta del Bull Ring, riconoscibile per la particolare forma architettonica che ricorda una gigantesca ameba. Strutturato su tre piani e due edifici (il primo degli anni ’60 e l’altro del 2003), al suo interno si trovano negozi di vario genere, dall’abbigliamento alla tecnologia, con un settore dedicato alla ristorazione. All’ingresso è posizionato un toro di bronzo, ideato da Laurence
Broderick e diventato simbolo cittadino, per ricordare alcune feste medievali durante le quali l’animale veniva sacrificato.
Quando si parla di Birmingham è impossibile non ricordare il ruolo chiave che ebbe nello sviluppo industriale inglese. Infatti era conosciuta come “La città dei mille mestieri”e “Officina del mondo”. A darne impulso furono le materie prime e l’ampia rete di canali che ancora l’attraversa. A noi italiani può sembrare strano, ma Birmingham ha più chilometri di canali di Venezia. Riqualificati di recente, il traffico fluviale non è più destinato al trasporto di materie grezze e manufatti, bensì è riservato a chi vuol godere della città da un’altra prospettiva e scoprirne scorci inediti. La zona di snodo
centrale dei corsi d’acqua è diventata ora luogo di divertimento e aggregazione.

Nei dintorni di Brindley Place si trovano ristoranti, negozi e locali alla moda, mentre nella zona di Gas Street si respira ancora l’atmosfera dei Peaky Blinders. In questa zona vale la pena fermarsi al Mailbox, il vecchio ufficio postale convertito in struttura polifunzionale che ospita anche gli studi della BBC, oltre a numerosi club dove viene suonata musica dal vivo. Del resto Birmingham è una culla musicale: qui sono nati i Black Sabbath, i Duran Duran e gli UB40. Dell’epoca industriale sono rimaste alcune costruzioni, sopravvissute ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e alla successiva ricostruzione.
Accanto a edifici georgiani e art déco, e ad altri nello stile architettonico brutalista (in auge negli anni ’50), si trovano infatti i condomini mattonati chiamati back to backs che ospitavano i lavoratori stagionali.
La lavorazione dei metalli ebbe un posto di primo piano nello sviluppo di Birmingham, grazie soprattutto alla presenza del carbone e di minerali ferrosi. Tra le attività industriali spiccava la produzione di armi, nella zona oggi soprannominata Gun Quarter. Mentre un altro quartiere storico legato al metallo più prezioso è il Jewellery Quarter, nella parte settentrionale del centro città.
Con oltre 150 gioiellieri e artigiani, Birmingham detiene quasi il 50% del business inglese del settore.
Oltre alle pistole e ai gioielli, anche il cioccolato figura tra le eccellenze locali.
Cadbury World è una delle marche più amate di tutto il Regno Unito e la sua sede si trova poco distante dal centro, con la possibilità di effettuare visite guidate e di assaggiare le ultime squisite bontà.
Luogo imperdibile di Birmingham è la moderna biblioteca: un edificio di sette piani con un giardino pensile e diverse piattaforme panoramiche. Qui il concetto di biblioteca viene esteso accogliendo l’intero archivio cinematografico
nazionale, messo a disposizione dei privati grazie alla concessione del British Film Institute.
Aperta nel 2013, le sue sale accolgono eventi teatrali e mostre a tema, oltre a quella permanente dedicata a William Shakespeare.
L’edificio fu progettato da Mecanoo Architecten ed è in vetro trasparente avvolto da una filigrana, ispirato alla tradizione artigianale e industriale della città.

MANCHESTER

Dalla Manchester del 2006 a quella del 1973 è il salto temporale che compie l’ispettore capo Sam Tyler dopo esser stato investito da un’auto. Tale è il preludio della divertente serie Life on Mars, che deve il titolo alla celebre canzone di David Bowie. Tra un’indagine e l’altra, la storia mostra come sia cambiata la società, oltre alle tecniche di indagine,
mentre la città ha prestato alla fiction quegli angoli preservati dall’incalzare

del tempo e della modernità.
Perché Manchester è una città moderna e calata nell’attualità ma la sua storia inizia in epoca romana. L’insediamento originario del 79 d.C. è rintracciabile nell’area di Castlefield, patrimonio Unesco dal 1982 per la presenza di resti di antiche torri merlate. In questa stessa area i fiamminghi, nel XVI secolo, avviarono la tessitura della lana e del lino,
preludio delle successive fabbriche tessili.
Superato il periodo industriale, oggi Castle in the field (da cui la versione contratta di Castlefield) è una delle zone più suggestive della città. Defilata rispetto al centro, vi si ritrova l’anima della vecchia Manchester tra edifici di mattoni rossi, vecchi stabilimenti e ponti in acciaio. Qui si può sorseggiare una birra e godere dei riflessi del tramonto sull’acqua dei canali artificiali. Negli ultimi anni Manchester ha potenziato la ricettività e lo svago, ha enfatizzato la propria anima turistica ed è diventata la meta ideale per un week end.
Girandola è facile notare come ogni quartiere possieda una propria identità, a partire dal centro storico dove campeggiano la Cattedrale e il Municipio.
La Cattedrale venne costruita nel 1215 in stile tardo gotico mentre la vicina Collegiata di St Mary, St Denys and St George fu realizzata nel 1421. L’imponente edificio religioso merita senz’altro la visita perché detiene il primato della sua navata più larga di tutte le chiese inglesi e gli interni sono abbelliti da preziose sculture e manufatti in legno.
Da non perdere poi l’Angel Stone, una tavola in pietra arenaria raffigurante un angelo che regge una pergamena e testimonia l’esistenza di una chiesa precedente, risalente al 700 d.C. circa. Il Manchester Town Hall (municipio) è il simbolo della città con la sua struttura in architettura neogotica d’epoca vittoriana. Fu progettato dall’architetto Alfred Waterhouse e costruito dal 1868 al 1877. L’elemento caratteristico è la torre dell’orologio alta 85 metri che ricorda il più celebre Big Ben di Londra. La campana al suo interno è stata battezzata Great Abel. Tra gli ambienti visitabili vi è la Great Hall, la sala cerimoniale in stile gotico, dove si possono vedere i dodici Manchester Murals raffiguranti la storia della città.
Uscendo dal centro e dirigendosi verso nord, gli appassionati del vintage, della musica e della street art troveranno soddisfazione nel Northern Quarter, il quartiere alternativo e bohémien. In questa zona di Manchester nacquero nel 1783 le prime fabbriche tessili divenendo il fulcro dello sviluppo industriale.
Per questo motivo l’area fu distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e solo alla fine dello scorso secolo ha trovato nuova vita accogliendo gli amanti della vita notturna. Nella città simbolo della rivoluzione industriale
non può mancare il Museo della Scienza e dell’Industria dedicato alle scoperte da primato di Manchester.
Il museo è ospitato nell’ex stazione ferroviaria di Liverpool Road, la più antica ancora esistente. L’esposizione permette ai visitatori di ripercorrere il processo di industrializzazione della città attraverso locomotive, carrozze, treni, aerei, velivoli marittimi e macchinari per la lavorazione del cotone. È completata da sezioni multimediali e interattive dove sono mostrate le innovazioni che hanno cambiato il mondo. Per fare un esempio, bisogna infatti dire che a Manchester furono inventati i primi computer, a opera di Alan Turing.
Gli appassionati di libri troveranno invece appagamento dalla visita della John Rylands Library aperta al pubblico nel 1900.L’architettura neogotica vittoriana rende l’imponente edificio molto simile a una cattedrale o a un castello. Al suo interno sono ospitati 250.000 libri di ogni epoca e oltre un milione di manoscritti. Tra le opere più preziose figurano: il “St. John fragment”, ovvero un frammento di papiro scritto in greco del Nuovo Testamento e l’edizione del 1476 dei
“Racconti di Canterbury” di Geoffrey Chaucer.
Nella città madre di una delle squadre di calcio più importanti d’Europa è quasi d’obbligo la visita all’Old Trafford, lo stadio del Manchester United. Soprannominato The Theatre of Dreams (ilTeatro dei Sogni), lo stadio è un tempio del
calcio. Fu costruito nel 1910, restaurato nel 2006, ed è capace di accogliere 75.000 spettatori.
Lo stadio è anche un museo dedicato alla squadra e ai suoi protagonisti più famosi.
Diverso è il National Football Museum aperto nel 2012, dove si può ripercorrere la storia del calcio, oltre ad ammirare 140.000 pezzi in esposizione, tra magliette, coppe e scarpette non solo delle due squadre locali.
La visita di Manchester deve includere anche un passaggio a Chinatown, il quartiere cinese più grande d’Inghilterra, costituitosi agli inizi del 1900. Vi si accede attraverso la caratteristica e imponente porta, e si cammina in un susseguirsi
di ristoranti asiatici, negozietti e mercati dove acquistare spezie e souvenir.

 

BRISTOL

La serie televisiva Skins ci porta a Bristol e racconta le storie di tre gruppi di adolescenti durante gli ultimi due anni di scuola superiore. I temi affrontati sono tipici per l’età e vanno dai disordini alimentari all’abuso di droghe, dalla gravidanza giovanile all’autismo, dai disturbi della personalità alla morte.
La scelta della location dipende forse dal fatto che Bristol è una città molto giovanile, famosa per l’architettura e la street art, oltre che per la musica underground. Bisogna infatti ricordare che negli anni ’90 vi nacquero gruppi come i Massive Attack e i Portished.
Bristol ha inoltre vinto più volte il premio di migliore città del Regno Unito perché è abbastanza piccola da poter essere girata a piedi e ugualmente offre una vasta proposta di intrattenimento. La prima è la caccia per strada alle opere di Banksy, il famoso writer la cui identità è sconosciuta. Le sue opere abbelliscono i muri cittadini e sono oggetto di un vero culto: ve ne sono più di quante se ne possano ammirare in altre parti del mondo.Alcuni tour vengono organizzati per poterle ammirare, così come si può visitare il Museo M Shed che ne raccoglie diverse e allestisce mostre colorate sulla storia della città e dei suoi più celebri cittadini.
Collocato in un capanno di transito su un molo degli anni ’50, a poca distanza dal M Shed si trova l’Harbourside, ovvero l’antica zona portuale che racchiude la maggior parte delle attrazioni di Bristol, da un centro dedicato alla scienza (We The Curious) all’acquario coi suggestivi tunnel subacquei.
Rimanendo in zona e camminando per piazzette e vie pedonali si raggiunge la SS Great Britain, la prima nave a vapore per passeggeri progettata dall’ingegnere Isambard Kingdom Brunel. Visitandola si scoprono le rotte navali percorse tra il 1845 e il 1886, ed è possibile arrampicarsi sull’albero principale come un vero marinaio. Giunti sulla piattaforma panoramica a 26 metri la vista della città è emozionante.La presenza della nave a vapore ben rappresenta il ruolo di primo piano della cittadina nella storia della marineria. Il famoso modo di dire inglese “shipshape and Bristol fashion” indica qualcosa messo in ordine perfetto, facendo riferimento alle navi robuste e sicure che uscivano dai cantieri locali.
La visita guidata del porto consente quindi di scoprirne la storia, mettendoci anche un tocco esotico con la vita del nativo pirata Edward Teach, meglio conosciuto come Barbaranera.
Bristol è una città navale adagiata sul fiume Avon e sviluppata su una serie di colline che la conformano a più livelli.
Il sobborgo posto più in alto è Clifton da cui parte il ponte sospeso sul fiume e la suggestiva gola. Il Clifton Suspension Bridge è sempre opera di Isambard Kingdom Brunel, che lo realizzò nel 1864. Lungo 400 metri, si colloca a un’altezza di 75 metri rispetto al letto del fiume e la sua struttura avveniristica ha ispirato analoghe opere in giro per il mondo.
Nato come ponte a pagamento, per attraversarlo in auto tutt’ora si paga un pound.
Invece il transito pedonale e ciclistico è gratuito, e permette di ammirare da una parte la città e dall’altra la campagna che finisce nel mare. Grazie al ponte sospeso molti hanno imparato a conoscere e apprezzare il verdeggiante sobborgo. Con una piacevole passeggiata si costeggiano gli edifici in stile vittoriano, georgiano e regency che caratterizzano la zona più chic della città. Iconiche sono diventate le pittoresche case colorate appoggiate sul dorso della collina e perfette per uno scatto fotografico da cartolina.
Sulla cima di un’altra collina, nel Brandon Hill Park, si trova la Cabot Tower. Questa torre venne costruita nel 1897 per commemorare i 400 anni dalla scoperta del Canada da parte del veneziano Giovanni Caboto. Le ripide scale portano alla sommità di 102 metri da cui si gode una magnifica vista. Poiché ricorda la torre descritta nella favola di Raperonzolo
dei fratelli Grimm, la Cabot Tower è considerata uno dei punti più romantici della città. Da cui guardare l’orizzonte e deliziarsi in ottima compagnia.