A colazione con… Lapo Sagramoso


Coccola golosa, dolce pausa tra la calma della notte e la frenesia del giorno: la colazione, secondo me. Il momento migliore per due chiacchiere rilassate con Lapo Sagramoso.

Art director e copywriter in una vita precedente, in quella attuale scrive e dipinge nel suo spazio creativo vicino a Verona. Come pittore ha esposto sia in Italia sia all’estero e tra le location dove ha allestito le sue mostre ci sono Roma, Milano, Venezia, Bologna, Verona, Padova, St. Moritz, Madrid, Londra, Miami e New York. Scrittore poliedrico e generoso, è autore di numerosi romanzi: “Il quindicesimo procuratore” edito da Marsilio, “La lunga notte dell’imperatore” di PIEMME, “Il castello è servito” pubblicato da Mursia assieme a Carlotto Casana e ancora “Seingalt, il re e il libertino” edito da La Torre dei Venti e “Viaggio nel Tahmisat” di Tallone. Con “Intrigo a Fiume” e “La versione del re”, usciti con La Torre dei Venti, ai quali si aggiunge “La trappola nel deserto”, Lapo Sagramoso ha iniziato una saga dedicata agli eventi e ai personaggi meno noti della storia italiana del ‘900.

Qual è l’intento di questa tetralogia?
Far conoscere al lettore, in maniera divertente, fatti che sono poco trattati dalla scuola e dai media, ma che hanno avuto un ruolo per il nostro Paese. I primi anni del Novecento italiano sono stati teatro di avvenimenti straordinari e il mio protagonista vive le sue avventure in questo periodo.

Rocco Vadalà è un personaggio reale?
Lo è e sua nipote mi ha contattato qualche tempo fa per ringraziarmi per aver fatto rivivere la storia di suo nonno che nacque a Ciminà, in provincia di Reggio Calabria, ed ebbe una vita affascinante. Mi sono imbattuto in lui mentre facevo ricerche per “Intrigo a Fiume”, il primo romanzo della saga che narra di vicende accadute nel 1919-20 quando D’Annunzio aveva conquistato Fiume e cercava di annetterla all’Italia. Nell’archivio del Vittoriale, a Gardone Riviera, ho trovato traccia di questo Ufficiale dei Carabinieri che ha resistito al poeta cercando di mantenere legalità e ordine in città. Il mio è un eroe anti eroe, un valoroso soldato che nella Prima Guerra Mondiale chiese di comandare una compagnia di Arditi, il nostro corpo speciale di assalto che si spingeva dentro le trincee austriache, ma che dopo il conflitto provò rifiuto per l’uso delle armi e per la violenza.

“La trappola nel deserto” dove lo vede protagonista?
Nel romanzo Vadalà è diretto in Cina e si ferma a Bengasi, da poco capitale della colonia italiana della Cirenaica, e si spinge nel deserto alla ricerca di un ufficiale rapito. Naturalmente non mancano avventure e colpi di scena.

Qual è il segreto del successo delle sue opere?
Le vicende di fantasia si svolgono in un contesto storico reale e ricco di informazioni approfondite, ma il romanzo non è pedagogico e i fatti sono raccontati in maniera accattivante.

La colazione per lei è…?
Il momento in cui programmo la giornata.