Cucinare è un atto d’amore. Parola di Simona Galimberti


Nella vita possiamo scegliere strade diverse, ma se il destino ha un suo obiettivo alla fine lo si raggiunge. È quanto è successo a Simona Galimberti che ha esordito professionalmente come consulente di aziende, ma che a un certo punto della sua vita ha seguito l’istinto ed ha lasciato tutto per la cucina… e ha fatto bene, come dimostrano i risultati.

Laureata all’Università Cattolica di Milano in Scienze della Formazione, inizia a collaborare come consulente per grandi aziende come IBM e Nestlé. I fornelli però sono nel suo DNA e la passione per la cucina si palesa già verso i 5-6 anni giocando con il Dolce Forno. Da allora Simona non ha mai smesso di impastare e di cucinare e dopo la laurea decide di frequentare un corso di pasticceria base alla scuola Alto Palato di Milano. In occasione del suo trentesimo compleanno sua sorella le crea un sito web che presto si trasforma in “Le Torte di Simona”, un blog interamente dedicato alle sue creazioni e al suo laboratorio di pasticceria. Oggi la food influencer conta 161.000 follower su Instagram (Le torte di Simona) e tra le numerose attività che portano la sua firma ci sono la rubrica “L’ABC della Pasticceria” per la rivista “La Cucina Italiana” più il volume “Le torte di Simona” pubblicato da Carthusia nel 2020 e dedicato all’universo dei bambini e il libro “Ricette ‘a modo mio’. Un anno di golosità dolci e salate” uscito nell’ottobre del 2023 per Baldini+Castoldi. Il segreto del suo successo? Presentare proposte culinarie sfiziose e adatte a tutti, anche a chi non ha mai cucinato o a chi ha intolleranze o allergie.

Quando hai sviluppato la passione per i fornelli?
Già alle elementari mi emozionavo a giocare con farina e zucchero, ma in prima liceo ho davvero capito quanto mi piacesse stare ai fornelli. Essendo golosa mi sono da subito dedicata ai dolci che preparavo anche per il mio fidanzato. In quell’epoca ho scoperto il mio mondo e non l’ho più abbandonato, anche se non ho mai pensato di trasformarlo in un vero lavoro. È stata mia sorella Viky, quando avevo 30 anni, a spronarmi a seguire la mia strada creandomi un sito. Oltre al blog, che ho inaugurato grazie a lei, ho aperto un laboratorio di pasticceria che ho gestito per 15 anni. Quello che allora mi mancava era la condivisione con le persone perché per me cucinare è anche convivialità. Con i social, invece, faccio parte di una grande community e posso dire di aver finalmente trovato la mia giusta dimensione.

In effetti sui social spopoli incontrastata. Che rapporto hai con i follower?
Ho un legame molto intenso. Le persone che mi seguono sono estremamente attive e presenti e cerco di rispondere a tutti i loro messaggi perché ho fame di realtà e di conoscenza. Sono circondata da uomini e donne positive che partecipano con affetto non solo al mio mondo goloso, ma anche alla mia via privata.

Ne “Le torte di Simona” ti rivolgi in particolare ai più piccoli. Come è nato il progetto?
Ho avuto la fortuna di incontrare delle splendide donne all’interno della casa editrice Carthusia e Fabia Tolomei, innamorata delle mie ricette, ha detto che dovevamo fare qualcosa insieme, così è nato questo volume che ha anche una chiave fiabesca grazie agli acquarelli di Sonia Maria Luce Possentini. Secondo me il rapporto tra genitori e figli in cucina è arricchente e spero di contribuire a rinforzarlo con le mie torte. Li immagino tutti insieme a cucinare e mi riempio di gioia.

Sul tuo profilo Instagram si legge: “La mia vita tra risate, amore e tante ricette #amodomio”. Felicità e allegria sono ingredienti importanti, in cucina come nel quotidiano?
Purtroppo, nessuno è sempre allegro, ma io cerco di esserlo ogni giorno trasformando i momenti negativi in positivi. La cucina è il luogo in cui devi essere rilassata e gioiosa perché ciò che prepari è per te e per chi ami. Io mi diverto sempre e se una ricetta non viene come vorrei ci rido su. Ai fornelli mi piace essere spontanea, curiosa e sperimentare.

Parliamo del tuo ultimo libro, “Ricette ‘a modo mio’”. Qual è il leit motiv?
Io scrivo le ricette sui fogli e poi le trasferisco sui social. Per me usare carta e penna è un modo di pasticciare proprio come pasticcio in cucina. Il libro vuole essere qualcosa di concreto per me e per gli altri. Ho raccolto 84 proposte golose che non vorrei perdere se ci fosse un blackout o nella mia testa o fuori da me. Questo è un piccolo diario del quale sono davvero fiera. Da sempre amo i dolci e per questo ho deciso di imparare a cucinare. Con i social e questo libro ho fatto preparare piatti sfiziosi anche a persone che non si erano mai cimentate prima ai fornelli e questo è proprio l’obiettivo del libro. Perché tutti possono cimentarsi con farina and company.

Cucina tradizionale vs cucina d’avanguardia. Per te chi vince?
Forse non le ho mai viste troppo in contrapposizione perché mi piacciono entrambe. Io però amo i sapori di un tempo, ma ben venga il guardare al futuro con accostamenti particolari. Rispetto alle ricette classiche io riduco i tempi di preparazione o propongo ingredienti che si trovano anche al supermercato.

Il food è un settore in gran parte dominato da uomini. È stato difficile trovare un tuo spazio?
Confermo che è davvero un mondo difficile. Dietro le quinte, nel quotidiano, sono più le donne che cucinano mentre in ambito professionale questo è un settore per lo più di appannaggio maschile.

Quanto conta l’inclusione, in termini alimentari, nel tuo laboratorio?
Purtroppo, molte persone hanno sviluppato allergie o intolleranze. Mi piace l’idea di portare in tavola un dolce che tutti possano mangiare. Preparare le pietanze senza lattosio e senza uova è sicuramente una sfida ma, ad esempio, sostituisco il burro con l’olio e il risultato è ugualmente gustoso. È invece più difficile cucinare senza uova, ma non è impossibile.

Essere ai fornelli per te significa?
Per me è un atto d’amore ed è il mio centro. In cucina ritrovo il mio equilibrio e nel donare cibo agli altri la mia funzione. Io mi dedico tanto al prossimo perché per me significa convivialità e amore. La cucina è la stanza più importante della casa che ho respirato sin da bambina quando ero dai nonni.

Web e carta stampata le hai già conquistate. Pensi mai ad un format TV?
Sono pronta ed ho le mie idee. Se c’è l’occasione non mi tiro assolutamente indietro.

Una dolce proposta per una merenda golosa?
Te ne suggerisco ben due. Una è la sbriciolata alla marmellata, una delle mie preferite perché è il dolce della mattina. Gli ingredienti sono farina, burro, zucchero e lievito per dolci che vengono impastati insieme. All’interno metti uno strato della marmellata che preferisci e voilà! È una torta sana e gustosa che non contiene uova, per cui è adatta a tutti. L’altra è la mousse di yogurt. Monti la panna liquida fredda con lo zucchero a velo, aggiungi lo yogurt ed è fatta. Piace a tutti e se aggiungi le fragole o altra frutta fresca è davvero squisita.