Incontro con Kekko Silvestre


Sono un Cantautore
per passione

In “Testa o croce” ogni canzone è un’istantanea di vita in cui molti non faticheranno a riconoscersi. Si intitola così il nuovo album dei Modà che arriva a distanza di quattro anni dal precedente lavoro in studio e dopo due anni di pausa dalle scene. Con una lunga gavetta alle spalle, i Modà sono tra le band di maggior successo in Italia, con all’attivo sei dischi e decine di hit. Esplosi con “Viva i romantici”, conquistano per ben due volte il podio a Sanremo, con “Arriverà” e con “Se si potesse non morire”. L’apoteosi del successo arriva con i concerti evento allo Stadio di San Siro, nel 2014 e nel 2016.

Da “Passione maledetta”, album uscito nel 2015, è iniziato un silenzio discografico che la voce e l’anima del gruppo, Kekko Silvestre, spiega così:

“A un certo punto ho avuto paura che mi stessero rubando la vita, quella normale, monotona, bella e che mi piace tanto, una vita si può dire in pigiama! Andare a prendere mia figlia a scuola, fare i compiti, apparecchiare alle 19.15, mangiare alle 19.30, guardare la tv e le partite del Napoli”.

Lo showbiz tanto dà e tanto toglie.

Ero arrivato al punto di non divertirmi più. E allora ho detto basta. Non è facile stare dietro a tutto, non avevo tempo per scrivere eppure dovevo rispettare delle scadenze e la situazione cominciava a diventare faticosa. Fermandomi sono riuscito a capire quando era il momento di scrivere e quando non lo era. Del resto in sette anni abbiamo fatto quello che alcuni non fanno neanche in settant’anni, realizzando tutti i nostri sogni: dischi di platino, concerti a San Siro, tournée a cinquanta date. A un certo punto, però, mi sono ritrovato a fare il cantautore per professione mentre io sono un cantautore per passione e per esserlo devi avere il tempo per scrivere.

Avete mai pensato allo scioglimento?

No, mai, è più facile che loro cambino cantante piuttosto che io diventi solista (ride, ndr).

In questo periodo in cui ti sei ripreso i tuoi spazi, hai scritto un romanzo, “Cash”, che esce anche in versione tascabile e che doveva essere un film. Il desiderio di fare il regista ti è rimasto?

A me piace scrivere storie e se di una di queste riuscissi a farne un film sarei felicissimo. Mi piacerebbe un giorno tornare sul set per fare “Cash” o per un altro film e anche scrivere altri romanzi perché è stata un’opportunità incredibile. “Cash” è arrivato dal nulla: finita la sceneggiatura del film che ormai era saltato, una copia andò nelle mani di un editore straordinario che mi convinse a farne un libro. È stato difficilissimo scrivere un romanzo, per molto tempo mi sono sentito come il protagonista del film Karate Kid nella scena del “metti la cera, togli la cera”. Ogni volta che consegnavo un pezzo mi facevano cancellare tutto e riscrivere da capo ma questo continuo riscrivere mi è servito per capire cosa significa avere uno stile. “Cash” è arrivato dal nulla: finita la sceneggiatura del film che ormai era saltato, una copia andò nelle mani di un editore straordinario che mi convinse a farne un libro. È stato difficilissimo scrivere un romanzo, per molto tempo mi sono sentito come il protagonista del film Karate Kid nella scena del “metti la cera, togli la cera”. Ogni volta che consegnavo un pezzo mi facevano cancellare tutto e riscrivere da capo ma questo continuo riscrivere mi è servito per capire cosa significa avere uno stile.

Parliamo del disco. Sembrerà banale ma si capisce già dal primo ascolto che è un album molto musicato.

È suonato e secondo noi sono questi i dischi che durano nel tempo. Mia mamma è cresciuta con Battisti e Gino Paoli e anche io con lei. Sono quelli i dischi che restano. Questo è un disco lontano dalla musica di oggi: non ha i canoni di questa ondata trap. Noi facciamo il pop per cui, chi ascolta i Modà e ama il pop, non verrà tradito. I testi invece sono una conseguenza della crescita: uno a sette anni scrive in un modo, a quindici in un altro, a quarant’anni in un altro ancora. Questo è un disco coerente con il nostro percorso. Questo disco è l’inizio della terza vita dei Modà.

Forti di questa consapevolezza, cosa descrivete?

Le canzoni di “Testa o croce” nascono dall’incontro con tante persone. Non ho l’abitudine di uscire spesso, anzi quasi mai, ma era arrivato il momento di togliere il pigiama! Avevo bisogno di esperienze nuove, così ho cominciato a uscire e ad andare nei locali milanesi e qui parlavo con persone sconosciute raccontando cose mie, personali, che magari non avrei confessato neanche al mio migliore amico. La cosa bella è che c’era uno scambio, un confronto perché chi mi ascoltava allo stesso modo si apriva. A volte queste persone si sfogavano con me e io con loro e ho capito che ero ancora normalissimo, che riuscivo a capirli e loro a capire me. Ritornare a contatto con le persone e non solo con il pubblico che ti fa sentire importante – alcuni non sapevano neanche chi fossi – mi ha ricaricato di storie, di cui avevo proprio sete.

Testa o croce - Modà

Ce ne racconti una?

La più importante, quella di due persone speciali: li vedevo lì ogni giorno dopo pranzo tornando da casa dei miei genitori. Erano sempre vestiti da sposi e andavano tutti i giorni nel bar della clinica per disturbi mentali che li aveva in cura. Venivano presi in giro ma a me facevano tenerezza, così iniziai a chiedere informazioni su di loro. Mi raccontarono che quando lei era triste, e lei aveva sempre uno sguardo malinconico, lui cantava e lei tornava a sorridere. Una sera tornai a casa e trovai nel pc una melodia che avevo scritto tempo fa e da lì partì il viaggio di “Testa o croce”, con una canzone dedicata a loro. Questi due personaggi li porteremo anche in tournée nei video clip che saranno dei corti. Mi capitò anche di incontrare in un ristorante uno chef che li aveva spesso come clienti. Quando mi decisi a conoscerli seppi che li avevano spostati ma so che sono sempre insieme. Mi piace immaginarli liberi e felici, ancora sposati e magari in un posto sperduto nel mondo.

Nell’album, “…puoi leggerlo solo di sera” è un brano dedicato a tua moglie. Già penso a Fiorello o al tuo amico Checco Zalone che imitandoti cantano: “E sembra quasi che non sia cambiato niente / perché in amore no non è questione di chi vince o di chi perde” …

Quando ho scritto questa canzone per mia moglie erano le due di notte del 15 febbraio. Mi resi conto che avevo dimenticato completamente San Valentino. In genere sono sempre molto attento a queste ricorrenze. Decisi allora di non andare a letto, mi misi al pianoforte nello studio e incisi una demo che le lasciai in un cd. Questa è l’unica canzone
d’amore di questo disco e racconta la storia dei nostri vent’anni insieme, l’unica che parla di me, della mia di storia con Laura. Un altro brano, dedicato a Milano, è uscito anche in video. Questo sarà il primo di una serie di contenuti video pensati esclusivamente per il digitale. “Guarda le luci di questa città” è un inno a Milano. L’ho scritta al termine di un periodo non facile per un mio problema personale, proprio il giorno che questo tormento finì. In realtà, non giro molto in città, sono più un contadino di periferia che si muove con il trattore ma ci sono dei posti di Milano che mi piacciono molto e li ho messi in questo pezzo.

Hai dichiarato che escludete l’ipotesi di tornare al Festival di Sanremo.

Non ho nessuna voglia di finire in quel tritacarne. È bello andare al Festival ma la verità è che soffro molto quella settimana, che non è soltanto l’esibizione delle serate. San Siro mette molta meno ansia di Sanremo e in più è la tua festa.

Non sei abituato a parlare del tuo privato ma nel disco ci regali una istantanea con tua figlia.

Nell’ultimo brano del disco mia figlia ‘Giogiò canta “Quel sorriso in volto”. Non ero proprio convinto ma ho visto quanto era contenta e così è nata “Quel sorriso Giogiò”.

DA DICEMBRE I MODÀ SI ESIBISCONO
NEI PALASPORT PER UN’ANTEPRIMA DEL TOUR
E DAL 6 MARZO RAGGIUNGERANNO IL PUBBLICO
DI TUTTA LA PENISOLA.
TRIPLICANO LE DATE AL FORUM DI ASSAGO
(4 DICEMBRE, 28 E 29 MARZO), RADDOPPIANO
QUELLE DI ROMA (14 DICEMBRE E 20 MARZO)
E DI BARI (13 E 14 MARZO).

Modà - Nuovo album "Testa o Croce"

 

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