Emozioniamoci consapevolmente


Da oltre 20 anni tratto il tema delle emozioni in ambito relazionale legato alla comunicazione intra e interpersonale e scelsi questo titolo fascinoso partecipando come relatrice a una conferenza dedicata ai dirigenti d’azienda. Successivamente è diventato un must come argomento, richiesto e declinato nella formazione aziendale, nei vari Master con gli studenti, naturalmente arricchito costantemente dai miei studi su questa affascinante materia. Le emozioni hanno un fondamentale ruolo comunicativo, servono a influenzare il nostro comportamento e le nostre re-azioni generando negli altri ulteriori emozioni delle quali dobbiamo essere consapevoli. Gestire le emozioni è possibile? Dipende: dalla volontà, dalla valutazione del contesto, dall’impegno profuso, dall’esercizio applicato, dalla scelta a priori o dalla necessità incombente. In certe situazioni le emozioni vengono represse oppure rifiutate perché ritenute non consone al ruolo professionale o sociale. La nostra scelta si attua nel decidere quanta escursione emotiva dimostrare all’esterno. Sì, perché il nostro SNA, sistema nervoso autonomo, riceve dall’ambiente continue afferenze che determinano reazioni di pericolo, di fastidio così come di piacere o di gioia e, quando arrivano, il SNA simpatico o parasimpatico, scatta indipendentemente dalla nostra volontà. Noi possiamo intervenire controllando la manifestazione esterna rispondendo a questi tre importanti quesiti:

Dove sono? Con chi sono? Quanto mi posso permettere della mia escursione emotiva?
Grazie al ragionamento sulle cause che hanno originato una determinata emozione, attribuiremo un valore differente a seconda del contesto, riuscendo a non farci sopraffare da una sequenza di azioni e re-azioni inappropriate. Facile a dirsi, molto impegnativo a farsi! Quando riceviamo uno stimolo, la reazione è soggettiva e può variare a seconda del nostro stato d’animo e della nostra volontà di controllare la reazione a quello specifico stimolo. Non c’è una disuguaglianza di genere bensì una differenza squisitamente soggettiva e lo stesso individuo può modificare la sua re-azione a seconda delle esperienze acquisite o delle situazioni che sta vivendo. Ad esempio, quando siamo stanchi, affaticati e già provati, sicuramente abbiamo maggiore difficoltà nel gestire le nostre emozioni. Bisogna tener conto che la reazione impulsiva a un’emozione comporta un’elaborazione automatica delle informazioni con un gran risparmio di energia mentale ma spesso con danni consequenziali. Alla reazione riflessiva invece competono l’analisi oggettiva e la pianificazione della re-azione più appropriata al contesto. Impariamo a conoscerci in quanto l’autoconsapevolezza è alla base dell’autocontrollo. Più riconosco le mie debolezze più riuscirò a governare le mie re-azioni. L’autocontrollo è la capacità di valutare i sentimenti e di utilizzare le risorse mentali per re-agire razionalmente, scevri da un coinvolgimento emozionale. Una persona che sa controllare la propria emotività la utilizza per comunicare efficacemente con gli altri, per affrontare i conflitti, per migliorare le relazioni sia professionali sia personali. D’altronde, fin dai primi mesi di vita, impariamo che le emozioni sono importanti principi regolatori dei rapporti interpersonali. Emozionarci consapevolmente è un arduo impegno ripagato magnificamente dai progressi che si ottengono nelle relazioni con gli altri e nello star meglio con se stessi.


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