EDITORIALE – Come sta cambiando la percezione dell’Italia nel mondo?


Il 2021 sarà ricordato come l’anno della riscossa italiana?
Possiamo quasi definirlo un anno magico, considerati i grandi successi che stiamo ottenendo in molti settori: dalla musica al calcio, dal tennis alle medaglie olimpiche.
Partiamo dalla musica con Laura Pausini che si aggiudica un Golden Globe per il brano “Io sì (Seen)” colonna sonora del film “La vita davanti a sé” e con i Maneskin che vincono l’Eurovision 2021: la band romana, già vincitrice del Festival di Sanremo, porta a casa il titolo con il brano “Zitti e buoni”.
E poi il tennis: Matteo Berrettini è il primo italiano giunto in finale nei 134 anni del torneo di Wimbledon. Nonostante abbia poi perso con Djokovic questo traguardo lo ha proiettato tra i migliori giocatori al mondo, con la prospettiva di un luminoso futuro.
Un grande trionfo tricolore ci ha portato a gioire per la nazionale azzurra guidata da Mancini che, dopo 53 anni, vince gli Europei di calcio nello stadio di Wembley, in finale contro gli inglesi, cioè proprio a casa loro. E nella caldissima estate di Tokyo 2020 l’Italia supera il record storico di medaglie olimpiche con 40 podi tra oro, argento e bronzo, tra cui quelli vinti grazie alle fenomenali performance di Marcell Jacobs nei 100 metri e Gianmarco Tamberi nel salto in alto, a pochi minuti l’uno dall’altro. E questo cammino di gioia e di record vissuto con le Olimpiadi ci fa pensare che forse noi italiani abbiamo il privilegio di vivere la storia in prima fila (come cantava De Gregori ne “La storia siamo noi”).
Grandi riconoscimenti anche nel cinema con “Luca” della Pixar, il nuovo lungometraggio diretto da Enrico Casarosa e ambientato alle Cinque Terre che rappresenta un omaggio all’estate italiana e poi ancora gli 11 minuti di standing ovation raccolti a Cannes dal film “Tre piani” di Nanni Moretti.
Tutti questi successi ed altri ancora, che tralascio per problemi di spazio, contribuiscono a migliorare l’immagine del nostro Paese all’estero. L’accoglienza e la conoscenza del “Made in Italy” si posiziona sempre più in alto con un giudizio estremamente positivo.
Considerare una Nazione come un brand significa associare molte variabili come il modo di vivere, la storia, le radici culturali, la cucina, la moda, il clima ed il paesaggio e tutto ciò che riguarda l’arte e lo sport. E poiché molte persone preferiscono acquistare i prodotti quando conoscono il Paese dove vengono creati, il susseguirsi di vittorie e successi in molti campi contribuiranno (se sapremo gestirli bene) a rafforzare la nostra immagine con potenziali significative ricadute anche economiche.


Like it? Share with your friends!