Sognando il Pianeta Rosso


Intervista a Vincenzo Giorgio Amministratore Delegato di Altec Space

Torino è la sede della più importante azienda italiana dedicata alle missioni spaziali. Il settore Aerospaziale negli anni ha assunto un ruolo sempre più importante a livello planetario. Dopo la sfida tra superpotenze degli anni ‘50 e ‘60, da tempo Europa, India, Cina ed altri si sono aggiunti alla corsa verso le stelle. Più di quaranta satelliti, lander e rover sono stati inviati su Marte dall’inizio degli anni ‘60. Negli ultimi 25 anni si è inviato un nuovo veicolo spaziale ad ogni apertura della finestra di lancio per Marte, ogni 26 mesi. Grazie all’invio di robot ricchi di strumenti scientifici sempre più sofisticati, sono stati raccolti dati e fatte molte scoperte, in attesa che l’uomo metta piede sul pianeta. Abbiamo avuto l’opportunità di poter visitare l’avveniristica struttura alle porte di Torino e di intervistare l’Amministratore Delegato di Altec Space, Ing. Vincenzo Giorgio.

Che ruolo ha Altec Space in relazione all’Agenzia Spaziale Italiana e all’ESA?
Altec è una società controllata da Thales Alenia Space che è l’industria più importante in Italia nel settore del manifatturiero spaziale e dall’Agenzia Spaziale Italiana. La Governance dell’azienda è costituita, quindi, su indicazione dell’azionista privato e dell’azionista pubblico. Entrambi gli azionisti sono anche nostri clienti nel senso che noi lavoriamo per loro su commesse specifiche. Altec fornisce quindi servizi per progetti ad ASI, all’Agenzia Spaziale Europea e alla NASA.

Quali sono i servizi che fornite a supporto della Stazione Spaziale Internazionale?
Altec nasce vent’anni fa con lo scopo di essere il centro di controllo di logistica e di addestramento per gli astronauti per tutte le attività che afferiscono alla Stazione Spaziale Internazionale. Il ruolo italiano nella Stazione Spaziale Internazionale è molto significativo se comparato con la dimensione economica del paese Italia in relazione agli altri stati partecipanti. L’Italia è la sesta potenza spaziale nel G20 ed il terzo contributore in Europa per le attività spaziali. Facendo riferimento al periodo 2020-2025 vi sarà un incremento degli investimenti nel settore spazio pari al 77%. Nello specifico ricordo che l’Italia ha costruito più del 50% del volume abitabile della Stazione Spaziale Internazionale. ISS è grande più di un campo di calcio, è in orbita a 400 km dalla terra, è perennemente abitata ed è, ad oggi, la più grande costruzione dell’umanità (e il più grande esempio di cooperazione internazionale) nello spazio. Altec cura la logistica di tutto il segmento europeo ed italiano: qui a Torino abbiamo tutti gli equipaggiamenti che nel tempo vengono inviati su ISS per manutenzione, rifornimento e consentire la vita ed il lavoro degli astronauti nello spazio. La seconda attività è quella di addestramento degli astronauti per le attività da compiere all’interno di ISS. Nel curarci degli astronauti gestiamo anche la vita di tutti i giorni, come ad esempio l’invio del cibo. L’acqua bevuta nella Stazione Spaziale proviene da SMAT, società di Torino. In terzo luogo, Altec agisce quale Centro di Controllo in supporto delle attività gestite dalla NASA a Houston. Oggi nella cosiddetta “orbita bassa”, quella su cui si trova ISS, sono sempre più presenti attività di tipo “commerciale” rispetto a quelle “istituzionali”. L’idea che ci sia una dismissione di ISS presumibilmente tra il 2030-32 fa pensare che in futuro vi saranno nuove stazioni spaziali costruite con fondi privati e con scopo commerciale. Tra queste annovero quelle dedicate al Turismo Spaziale, attività forse più visibile, nella quale noi avremo un ruolo fondamentale: abbiamo già addestrato otto astronauti in questo ambito. Vi saranno anche stazioni private dedicate alla farmaceutica, alla sperimentazione di nuovi materiali.

Quali sono le prossime missioni in cui Altec è interessata?
Vorrei distinguere queste missioni in base all’orbita. Come detto, nella cosiddetta orbita bassa abbiamo ISS e avremo future stazioni spaziali commerciali. L’Europa sta sviluppando il primo veicolo spaziale riutilizzabile per le missioni ad orbita bassa, Space Rider, sulla scorta dell’esperienza dello Space Shuttle. Da questo punto di vista l’aspetto commerciale è addirittura prevalente. Al momento il primo volo previsto sarà “istituzionale” finanziato da ESA ed ASI, ma i successivi cinque voli saranno di tipo commerciale ed in questo caso saremo noi a cercare i “clienti” e a gestire le operazioni, i dati raccolti ecc… Un sistema che dovrà perlomeno conseguire l’autonomia finanziaria. Andando oltre l’orbita bassa il traguardo successivo è la Luna, parliamo del Progetto Artemis che prevede una piattaforma che orbiterà intorno alla Luna, chiamata Gateway. In questo ambito Altec e l’Italia hanno un ruolo fondamentale fornendo gli ambienti, la logistica, il centro di controllo ed il training degli astronauti. Gateway servirà da avamposto per l’installazione sulla Luna di una base costruita da NASA ed ESA, dove l’Italia attraverso Thales Alenia Space ed Altec cureranno la costruzione e la gestione del modulo in cui gli astronauti potranno operare sulla superficie lunare. Un vero e proprio rifugio lunare che sarà controllato da Terra. Andando oltre la Luna il traguardo successivo sarà Marte.

Parlando di Marte, qual è il vostro impegno per le future missioni verso il Pianeta Rosso, a che punto è la missione ExoMars sospesa a causa dei noti problemi geopolitici?
Questo è il nostro motivo di orgoglio: qui a Torino abbiamo l’unico centro “marziano” europeo, nato dal progetto ExoMars. Abbiamo la capacità di simulare fisicamente le caratteristiche del terreno, della luce, della gravità su Marte ricostruendo quindi le condizioni in cui si troverà il primo rover marziano Europeo. La missione doveva partire nel settembre 2022 ma a causa del venir meno della collaborazione con la Russia per le note questioni geopolitiche è stata rinviata al 2028. Il Vettore doveva essere di origine russa ma verrà sostituito con un razzo Falcon Heavy della Società Space X. Il lancio avverrà dal Kennedy Space Center e non più dalla Russia. Il modulo di discesa sarà invece di origine e costruzione europea.

Tra le vostre attività vi sono anche la raccolta e l’analisi di un’enorme quantità di dati, quale ruolo ha l’Intelligenza Artificiale?
Altec è diventato il centro dati scientifico delle missioni europee. Sono ormai cinque anni che noi gestiamo tutti i dati scientifici di GAIA, un satellite dedicato a ricostruire la mappa dell’Universo e destinato a misurare la posizione di più di un miliardo di stelle. Siamo di fronte ad una enorme quantità di dati ricevuti, processati ed immagazzinati, i cosiddetti Big Data, a cui potranno accedere gli scienziati di tutto il mondo. Accanto a GAIA gestiamo anche i dati di METIS un coronografo che ha il compito di studiare il comportamento del Sole in relazione all’emissione di flares solari in grado di danneggiare gli asset spaziali. L’obiettivo è monitorare e prevedere con algoritmi di Intelligenza Artificiale, l’emissione dei flussi elettromagnetici solari in modo da proteggere i satelliti in orbita da eventuali danneggiamenti. Stesso discorso vale per EUCLID il telescopio spaziale europeo dedicato allo studio della materia oscura, lanciato nel mese di giugno 2023. In questo caso non abbiamo creato una piattaforma di Intelligenza Artificiale generica, ma un sistema di machine learning nato dalla necessità di gestire questa mole enorme di dati. Gli scienziati valutano che i Big Data prodotti da EUCLID daranno lavoro per studi che potranno durare almeno vent’anni.

Qual è il rapporto con il sistema finanziario italiano per il finanziamento delle missioni  spaziali e il ruolo del mondo universitario?
Come dicevo poco fa parlando dell’orbita bassa, in passato si lavorava con le istituzioni ed i fondi erano indicativamente pubblici. Oggi con l’avvento di stazioni spaziali private il sistema finanziario avrà un ruolo molto importante. Nel privato ovviamente è previsto un ritorno degli investimenti nel tempo. Il sistema finanziario USA è già pronto per questo tipo di finanziamenti e progetti, l’Europa è ancora all’inizio di questa attività ma le aspettative sono molto interessanti. Nel mondo finanziario è necessario che si crei una cultura del ritorno degli investimenti a lungo e lunghissimo termine. Faccio un esempio pratico: ho parlato del fatto che qui da noi è presente un centro di simulazione marziano. Nulla per ora è stato realizzato per quanto riguarda la Luna per la quale sono invece previsti investimenti e missioni nel futuro. Questa attività è stata oggi prevista dall’ESA e ASI, ma poteva essere finanziata e realizzata molto prima in modo da anticipare questa esigenza che sarebbe sicuramente sorta. Altro esempio è quello del turismo spaziale, dove le previsioni economiche e di sviluppo sono estremamente interessanti e dove abbiamo già realizzato un Business Plan ed un modello molto concreto e credibile.

Un bimbo/a che da grande volesse lavorare in questo settore quali caratteristiche deve avere e quali studi dovrà intraprendere?
La più grande dote che deve avere un bambino o un ragazzo è la curiosità. Parlando di formazione anche in questo ambito stiamo osservando grandi cambiamenti. Dieci anni fa avrei risposto senza dubbio citando la figura di ingegnere, di fisico e matematico, oggi la situazione è cambiata. Le attività spaziali si stanno aprendo all’intero mondo produttivo, una delle nostre istruttrici degli astronauti è laureata in psicologia, ma penso anche ad un medico o addirittura un cuoco! Qualsiasi tipo di background culturale, unito alla curiosità e alla grande passione, potrebbe essere il mix perfetto per questa attività. Lavoro da 35 anni in questo campo e non ho mai perso la passione e la motivazione: questa è un’altra caratteristica che dovrebbe avere un giovane che volesse intraprendere la carriera spaziale.

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