Assertivi, gentili e fattuali


Assumere un atteggiamento assertivo è sicuramente il modo più appropriato per definire, in qualsiasi situazione, la nostra posizione, per sostenerla e difenderla nel confronto con gli altri senza essere aggressivi, pur ammettendo che non la condividano. La conoscenza delle tecniche assertive e la volontà di utilizzarle agevola la nostra relazione con il prossimo e il rapporto con noi stessi.

I vantaggi conseguibili con il comportamento assertivo sono molteplici, sia nell’ambito professionale sia nella vita personale. Questo tipo di comportamento deriva da saper ascoltare e da un buon livello di franchezza. Niente ipocrisie, prevale il coraggio e la volontà di dire chiaramente cosa pensiamo e cosa desideriamo. Ma perché molte persone provano difficoltà nel formulare una richiesta? Spesso il silenzio è correlato a false credenze o pensieri inquinanti. Non si chiede per “paura” del rifiuto, per la sensazione sgradevole di non essere in grado di affrontare l’altro o per “paura” di perdere il controllo della situazione, per il timore di apparire deboli oppure per non disturbare, per non cadere nelle trappole emotive. Nella vita aziendale alcuni si preoccupano troppo del giudizio altrui e non esprimono la propria opinione e, durante una riunione, non intervengono nel timore di esprimere un’idea non appropriata o non condivisa. Mostrandosi passivi e timorosi ingigantiscono a dismisura il potere altrui e, a volte, dietro al potere c’è un eccesso di onanismo.

Al contrario, per essere assertivi dobbiamo imparare a sostenere le nostre tesi con calma anche quando sono in contrasto con quelle del diretto superiore. Esercitiamoci ad allargare la nostra zona di comfort lavorando su noi stessi per accettare il “No” e dare un significato diverso al rifiuto, che non è indirizzato alla nostra persona bensì a ciò che abbiamo proposto. Per essere assertivi è indispensabile saper dire “No” e accettare i “No”.

Quando chiediamo dobbiamo essere assertivi ed espliciti nella comunicazione, senza girare intorno a ciò che dobbiamo dire. Curiamo la forma, il tono e il linguaggio del corpo. Dialoghiamo serenamente scambiando opinioni con tutti, ma mai e poi mai in modo ossequioso! Grazie alle tecniche assertive possiamo imparare a scegliere i tempi più opportuni per uscire dalla zona di comfort e, ampliandola, compiere dei progressi. Essere assertivi nel pensiero, ancora prima dell’azione, ci permette di sviluppare più tolleranza anche verso noi stessi. Più impareremo a dire “No”, più i nostri “Sì” diventeranno credibili e fattuali. Invece quando tocca a noi accogliere una richiesta, cerchiamo di essere disponibili e pazienti nell’ascolto: non interrompiamo, mettiamo da parte i pregiudizi e valutiamo oggettivamente quanto ci è stato richiesto prima di rispondere.

In molti casi il rifiuto è una prova di rispetto e di coerenza verso noi stessi. Dovremo essere in grado di dire “No” quando è necessario e, se abbiamo deciso così, dirlo con gentilezza e garbo. Essere autorevoli non vuol dire essere aggressivi. La relazione del responsabile assertivo con i collaboratori e i colleghi è sempre positiva e proficua. Molti associano la figura del leader con il potere, più che con la gentilezza. In realtà, il potere viene nutrito e rafforzato da scopi positivi come la crescita e il miglioramento, e non dall’autorità.

La gentilezza è delle persone forti e il leader è colui che rispetta gli altri e viene a sua volta rispettato. Essere assertivi e fattuali diventa così un atteggiamento socialmente utile in tutti gli ambiti e un prezioso alleato della nostra comunicazione.

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