Lo spazio nella mente e il compromesso


Le situazioni esterne e interne che viviamo, spesso prendono il sopravvento e influenzano i nostri pensieri e di conseguenza il nostro agire. Lo spazio emotivo occupato dai pensieri che causano preoccupazione, disagio, sofferenza, non può essere eliminato. Quando ci sono delle motivazioni reali queste vanno accolte, ascoltate e accettate.

Quindi come è meglio agire per non lasciarsi sopraffare da questi pensieri?
Sicuramente diventa necessario restringere lo spazio concesso alla prepotente presenza dei pensieri negativi, senza reprimerli per arrivare a un giusto compromesso.

Mi sono trovata in diverse occasioni di confronto con alcuni miei coachee che vivevano situazioni difficili per preoccupazioni sul lavoro, per motivi di salute propria o dei propri cari, oppure per il peso di responsabilità nel ruolo professionale. Tutti contesti reali ai quali non si può e non si deve sfuggire e che diventa necessario accettare. Qualsiasi cosa ci accada il potere della mente si esprime nel saper dosare lo spazio dedicato a questi pensieri.
Un conto è restringere lo spazio emotivo, un conto è contenerlo!

Cosa possiamo fare per circoscrivere lo spazio?
Ci sono diversi esercizi di rilassamento utili per controllare la condizione di affanno o lo stato di ansia e, praticandoli costantemente, riusciamo a ridimensionarne lo spazio. Personalmente utilizzo e insegno le tecniche di Jacobson sia nelle relazioni di coaching sia nei corsi dedicati al tema delle emozioni. Le ho scoperte tramite la logopedista Irene Bertolotto che le utilizza in neuropsichiatria infantile e le mette in pratica con i bambini; pertanto, gli adulti che seguo non avranno scusanti per non riuscirvi. Edmund Jacobson medico psicologo scrisse nel 1922 il libro “Progressive relaxation” in cui spiegava il suo metodo di rilassamento progressivo sostenendo che “una mente ansiosa non può esistere in un corpo rilassato” ed effettivamente quando la mente si rilassa, tutto assume un aspetto meno spigoloso, il respiro cambia. L’esercizio della calma richiede silenzio, respiro diaframmatico, pazienza e concentrazione.

Un altro modo che suggerisco e che pratico in prima persona è definire il perimetro nel quale racchiudere il pensiero che ci assilla con l’indice, disegnando un grande rettangolo e, man mano che inspiriamo ed espiriamo molto lentamente, seguire con l’indice il ritmo del respiro mentre si ridisegna il perimetro che va restringendosi, fino a occupare un piccolissimo spazio. La concentrazione e l’autosuggestione giocano a nostro favore. Naturalmente vi sono molti esercizi e tecniche, tutti validi se praticati con costanza. Le aspettative vanno comunque ridimensionate in quanto le situazioni non si risolvono completamente e velocemente. Certamente si riesce a vivere meglio la quotidianità valorizzando ciò che si ha e accettando il compromesso, piuttosto che concentrarsi su ciò che manca o sulle difficoltà, cercando sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto.