Centro Sportivo Arma Dei Carabinieri dove prestazioni e valori si incontrano


Intervista Al Colonnello Andrea Desideri, Comandante Del Centro Sportivo Carabinieri

Il Colonnello Andrea Desideri, classe 1972, è l’attuale Comandante del Centro Sportivo Carabinieri, incarico che ricopre dopo aver maturato numerose esperienze professionali di assoluto rilievo al servizio dell’Arma.

Come si articola il Centro Sportivo Carabinieri, quali sono le principali attività sportive promosse?

L’attività ginnico-sportiva è da sempre strettamente legata allo stile di vita militare, in quanto sintesi di preparazione fisica, culturale e spirito di sacrificio, e rappresenta un fondamentale strumento di miglioramento psico-fisico per ogni Carabiniere impegnato ad assolvere i gravosi compiti che lo attendono in servizio. Non solo però sport inteso come strumento di preparazione fisica, ma anche come mezzo di promozione di uno stile di vita sano, fino ad arrivare all’attività sportiva intesa nella sua declinazione più alta, quella finalizzata alle competizioni e al conseguimento di risultati significativi nelle manifestazioni più prestigiose in campo nazionale ed internazionale. Per questo il connubio Carabinieri e Sport va inteso come espressione contestuale lungo tre direttrici interconnesse tra loro: attività addestrativa, attività agonistica di alto livello, e promozione dell’attività sportiva di massa in ogni sua sfaccettatura.
Le diverse discipline sportive praticate dai nostri atleti sono tutte ricollegabili alle tradizionali attività istituzionali che l’Arma svolge storicamente. Ovviamente, di queste, esprimono la versione più completa, tecnica e performante in quanto concepite in chiave agonistica di alto profilo per il confronto sportivo più alto.
Il Centro Sportivo Carabinieri è stato fondato a Roma nel 1964 e ad oggi ha sede presso la caserma “Salvo D’Acquisto” di Tor di Quinto a Roma. Il personale del Reparto è composto da circa 400 unità tra Comandanti, atleti e tecnici.
Al vertice della struttura organizzativa del reparto si trova il Comandante alle cui dipendenze operano le 12 Sezioni Sportive dislocate sull’intero territorio nazionale. Inoltre, dal 2016, presso le Sezioni Sportive sono state attivate le Sezioni Sportive Giovanili con lo scopo di promuovere l’attività sportiva tra i giovani. Volendo quindi riassumere, i compiti del Centro Sportivo Carabinieri si traducono nell’esercizio, diffusione e promozione delle discipline olimpiche o degli sport che abbiano attinenza con il tradizionale servizio d’istituto, nella formazione e nel perfezionamento di atleti e tecnici, nella promozione dell’immagine dell’Istituzione attraverso i risultati sportivi e più in generale nell’incentivare e favorire la pratica sportiva amatoriale del personale dell’Arma nonché del cittadino in generale.

Con quali criteri selettivi psico-attitudinali e motivazionali vengono scelti i giovani talenti?

Al Centro Sportivo Carabinieri si accede tramite concorso pubblico per titoli pubblicato periodicamente per arruolare atleti di alto livello. È necessario essere riconosciuti dal CONI o dalle Federazioni Nazionali di riferimento come atleti di interesse nazionale e avere un’età compresa tra i 17 e i 24 anni, a seconda del bando. È inoltre necessario superare tutti gli accertamenti psico-fisici e attitudinali. Negli ultimi anni si è voluto alzare l’asticella su quello che è il livello degli atleti da arruolare per poter avere maggiori possibilità di riscuotere maggiori successi sia in campo nazionale di alto livello, sia soprattutto a livello internazionale nelle gare più significative Europei, Mondiali e Olimpiadi.

Ci permetta un’escursione Colonnello, parliamo di Biathlon e in particolare di Lisa Vittozzi, Appuntato Scelto dell’Arma dei Carabinieri, oro e argento alle ultime Olimpiadi Invernali.

Il biathlon è una disciplina estremamente affascinante ma allo stesso tempo dura e impegnativa. L’Italia, soprattutto negli ultimi dieci anni, può vantare una posizione di altissimo livello nel panorama internazionale di questo sport e rientra senza dubbio tra il ristretto novero delle Nazioni da battere. Tra i biatleti che hanno portato in alto il tricolore con successi di assoluto rilievo mondiale e olimpico possiamo considerare Lisa Vittozzi, l’atleta italiana più in evidenza, per lo meno negli ultimi anni.
Con il trionfo olimpico di Anterselva (BZ) la nostra fuoriclasse ha regalato all’Italia il primo oro di sempre della storia del biathlon tricolore. Nel suo palmares oltre all’oro olimpico, si aggiungono anche un titolo mondiale nella 15 km e un totale di 33 podi e 10 vittorie individuali in World Cup, 5 medaglie mondiali individuali e 3 olimpiche, nonché la Coppa del Mondo Generale nel 2024 e altri 4 trofei di specialità. Personalmente sono oltremodo orgoglioso di annoverare un’atleta di tale caratura come lei nel reparto che comando e del quale fanno parte altri numerosissimi campioni.

Che importanza hanno i Centri Sportivi Militari per lo Sport Italiano?

Il legame che lega ormai da decenni lo sport olimpico e i Gruppi Sportivi Militari e di Stato è molto stretto e rappresenta una base che è diventata progressivamente sempre più solida e funzionale dalla quale l’intero movimento olimpico nazionale in generale trae beneficio e forza. Grazie all’indispensabile sostegno tecnico, logistico ed economico offerto agli atleti delle diverse discipline da questi abbracciate, unitamente alla conseguente valorizzazione dei talenti sportivi più meritevoli, i Gruppi Sportivi Militari mettono al servizio del CONI e delle Federazioni Sportive Nazionali la linfa vitale di tutto il movimento olimpico nostrano: atleti, tecnici, dirigenti, mezzi, strutture, impiantistica e specialisti dei vari settori sportivi coinvolti.
Il Centro Sportivo Carabinieri, che è inserito nell’ambito del Ministero della Difesa in un’area in cui convergono anche gli altri centri sportivi delle altre forze armate quali l’Esercito, la Marina e l’Aeronautica Militare, gioca un ruolo primario, come dimostrato di recente in occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, nelle quali gli atleti dell’Arma sono saliti sul podio ben 14 volte con 8 atleti diversi. In questo contesto si sviluppa ormai da anni una forma di mutua collaborazione basata su un accordo firmato congiuntamente tra CONI e il Ministero della Difesa stesso, denominato appunto, Protocollo d’Intesa tra Comitato Olimpico Nazionale Italiano e Ministero della Difesa. Il documento mira allo svolgimento dei rispettivi compiti istituzionali nel campo dell’attività sportiva, con l’intento di sviluppare al meglio il patrimonio sportivo nazionale e di accrescere il prestigio degli stessi Gruppi Militari coinvolti. L’accordo punta, inoltre, a favorire l’utilizzo condiviso delle strutture e contribuire all’organizzazione di grandi eventi sportivi. L’accordo è stato stipulato il 27 gennaio scorso dal Presidente del CONI Luciano Bonfiglio e dal Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto e resterà in vigore fino al 31 dicembre del 2029 con la consueta possibilità di poter essere rinnovato per i successivi quadrienni.

Una considerazione finale Colonnello. Gli atleti del Centro Sportivo hanno ottenuto un risultato storico alle Olimpiadi Invernali 2026: vuole esternarci le sue emozioni in merito?

Il Centro Sportivo Carabinieri si è presentato ai Giochi di Milano Cortina 2026 con un contingente di 23 atleti, 8 dei quali sono andati a medaglia e sono saliti 14 volte sul podio per ricevere complessivamente 6 medaglie d’oro 2 d’argento e 6 di bronzo. Con questo ingente bottino il nostro squadrone rosso blu ha contribuito in maniera determinante all’incredibile e storico risultato complessivo dell’Italia Team nel medagliere finale di questa straordinaria edizione delle Olimpiadi Invernali in cui l’Italia ha ottenuto il 4° posto con un bilancio finale di 30 medaglie. Poter assistere, di persona, alle vittorie dei nostri carabinieri è stato sicuramente molto emozionante e allo stesso tempo fondamentale per fare squadra e dare un impulso ulteriore a tutti quei giovani che, o come atleti o come tecnici del Centro Sportivo Carabinieri, erano impegnati nelle competizioni olimpiche con la maglia Azzurra. Senza togliere niente a nessuno degli atleti medagliati, un significato particolare, che va oltre l’aspetto prettamente sportiva, va riconosciuto alle due medaglie d’oro del Mar. Federica Brignone, proprio per quello che questo doppio trionfo porta con sé. La storia umana e l’esempio di resilienza, lo spirito di sacrificio, la sua grande determinazione a raggiungere un obiettivo che fino al giorno stesso della gara sembrava impossibile da poter raggiungere e che Federica ha trasmesso al mondo intero, rappresenta un valore aggiunto incommensurabile che supera addirittura il prestigio e il valore di un oro olimpico. Celebrare la sua prima vittoria nel SuperG alla presenza del Presidente Mattarella, del Comandante Generale dell’Arma Gen. C.A. Salvatore Luongo e con il sorvolo delle Frecce Tricolori, che anticipando le note dell’Inno di Mameli, disegnavano sul cielo del parterre di gara i colori della nostra amata bandiera, è stato un momento estremamente toccante, una vera e propria apoteosi per l’intera Nazione, ma soprattutto per il Centro Sportivo Carabinieri e per lo sport italiano.
Personalmente, ho apprezzato l’impegno e la grande capacità di primeggiare ad altissimo livello di tutti i carabinieri impegnati nelle diverse specialità del programma olimpico di questi Giochi e ovviamente un plauso particolare lo rivolgerei a chi è riuscito anche a salire sul podio. Ha iniziato l’App. Sc. Dominik Paris nel primo giorno di competizioni con il suo terzo posto a Bormio nella gara “regina dello sci alpino”, la discesa libera. Le gioie per i nostri colori sono poi proseguite l’indomani di questo risultato con la medaglia d’argento dei biatleti App. Sc. Lisa Vittozzi e App. Sc. Lukas Hofer nella staffetta mista di Anterselva e nello stesso giorno è arrivato ancora uno splendido terzo posto da parte dell’App. Dominik Fischnalkler nella specialità dello slittino singolo maschile. Con l’entusiasmo già molto alto per queste prime eccezionali affermazioni dei carabinieri del Centro Sportivo, ho accolto con estrema soddisfazione, la prima medaglia d’oro di questa edizione dei Giochi Olimpici Invernali. Mi riferisco a quella conquistata dal Car. Luca Spechenhauser insieme agli altri Azzurri della staffetta mista di short track, che ha anche aperto una straordinaria serie di successi che hanno visto anche gli slittinisti del doppio, l’App. Emanuel Rieder e il Car. Sc. Simon Kainzwaldner, e le già menzionate Mar. Federica Brignone e App. Sc. Lisa Vittozzi, salire sul podio più alto di questa Olimpiade. A queste perle, si sono poi aggiunte le medaglie di bronzo degli stessi slittinisti Fischnaller, Rieder e Kainzwaldner nel team event e ancora di Spechenhauser nella staffetta maschile di short track.
Credo che dietro a ognuno di questi eccezionali risultati, oltre al successo sportivo, si celi anche un messaggio prezioso che va oltre i clamori e gli entusiasmi della vittoria sul campo e che quanto fatto da ognuno dei carabinieri che sono scesi in gara, ci insegni ancora una volta come lo sport possa essere un potente strumento di crescita personale e sociale.

Grazie Colonnello di essere stata con noi dedicandoci un po’ del Suo tempo.