A colazione con Simona Politi


Coccola golosa, dolce pausa tra la calma della notte e la frenesia del giorno: la colazione, secondo me. Il momento migliore per due chiacchiere rilassate con Simona Politi.

La sua non è una professione comune, anche se il frutto del suo lavoro è visibile a tutti coloro che guardano un film o la consegna degli Oscar. Simona Politi, infatti, si occupa di Product Placement. In pratica lei è il link tra l’artista e l’azienda che vuole farsi pubblicità in modo non convenzionale, ma affidandosi all’immagine del personaggio famoso.

La tua è una professione inusuale. Ce la racconti?
Tutto è iniziato 25 anni fa. Il mio primo fidanzato collaborava con i personaggi più importanti della televisione italiana e li proponeva come ospiti alle discoteche e a prestigiosi eventi pubblici. Mi sembrava un’attività affascinante e così ho iniziato a lavorare con lui. Di lì a poco abbiamo gestito noi direttamente le celeb nell’ambito di appuntamenti di rilevanza nazionale nel settore della moda, della gioielleria e del beauty. Tra la fine degli anni ’90 e i primi del 2000 abbiamo iniziato a collaborare con partner americani. Vivevamo a Los Angeles e lavoravamo con Asia Argento, che gestivamo a livello mondiale all’epoca del film xXx con Vin Diesel, Adrien Brody, che abbiamo portato al Festival di Cannes per una collaborazione con un grosso gruppo di ottica, e molti altri. In quegli anni il Product Placement non era conosciuto in Italia per cui lo abbiamo importato e abbiamo stretto delle collaborazioni con le principali emittenti televisive nazionali, con produzioni cinematografiche e con importanti happening legati al mondo del glamour. Da tempo lavoro da sola, ma questa professione mi regala sempre grandi soddisfazioni.

Con quali celeb ti interfacci?
Da Dustin Hoffman a George Clooney, da Uma Thurman a Mira Sorvino, da Morgan Freeman a John Travolta, sono tanti gli attori e le attrici internazionali che ho conosciuto per lavoro e con cui ho tutt’ora un rapporto di amicizia. Lo stesso vale per i personaggi italiani: da Claudia Gerini a Mara Venier, da Serena Autieri a Maria Grazia Cucinotta. Non ho mai approfittato del loro successo, per questo mi stimano. Avere una mentalità di business americana significa gestire il lavoro in maniera etica e trasparente, aspetti che fidelizzano l’artista e i brand con i quali collaboro.

Quali sono i principali settori in cui operi?
Lavoro con prestigiose aziende del lusso, in particolare della gioielleria e degli accessori. Mi occupo anche di beauty e di integratori, sempre top di gamma perché mi rapporto con talent e personaggi di primaria importanza. Il frutto di ciò che faccio si vede al Festival di Sanremo, alla Mostra del Cinema di Venezia, alla Festa del Cinema di Roma e ovviamente al Festival di Cannes, ai Golden globes e alla notte degli Oscar.

La colazione per te è…?
Al mattino consumo quattro caffè e alcune tisane. Nel mio pasto non manca mai lo yogurt, al quale aggiungo semi di diverso tipo, del miele e talvolta qualche biscotto. Utilizzo poi quattro o cinque tipi di integratori. È un’abitudine che ho da quando vivevo negli Stati Uniti.