Arisa: posso fare a meno di tutto, ma non di me


Dal Festival di Sanremo ad Amici, il 2021 sembra essere un anno scintillante per Arisa, una donna che punta su di sé. E vince.

Non sempre c’è la crisi del settimo anno e lei, Rosalba Pippa, ne è la dimostrazione. La sua presenza al Festival di Sanremo numero 71, la settima appunto, l’ha vista protagonista con un brano scritto da Gigi D’Alessio in cui racconta la storia di una donna che cerca la forza di dire basta ad un amore che si è spento e ai continui tentativi di tenerlo in piedi. Oltre alla kermesse sanremese in questo 2021 Arisa ha coinvolto gli spettatori di “Amici” con la sua energia contagiosa, una delle tante presenze televisive della sua carriera. Già giudice di X “Factor” e di “Prodigi – La musica è vita”, la cantante lucana ha sicuramente i requisiti vocali per valutare i nuovi talenti. Da sempre infatti si contraddistingue per il raffinato timbro vocale e la sua carriera nella musica le è valsa fino ad oggi sei album in studio, un Ep e due raccolte, più numerosi riconoscimenti tra i quali due vittorie sanremesi, quattro Certificazioni Platino e due Oro. Versatile e curiosa, ha lavorato anche nel mondo cinematografico come attrice e tra le pellicole ricordiamo “Tutta colpa della musica” per la regia di Ricky Tognazzi, “La peggior settimana della mia vita” di Alessandro Genovesi, “Colpi di fulmine” di Neri Parenti e ancora “La verità, vi spiego, sull’amore” per la regia di Max Croci e “Nove lune e mezza” di Michela Andreozzi. Ha infine prestato la sua voce come doppiatrice alla simpatica Lucy Wilde di “Cattivissimo me 2” e 3.

In questi anni il palco dell’Ariston ha segnato la tua carriera. Cosa ha significato tornarci nell’anno della pandemia?

È stato un festival caratterizzato da molte difficoltà e dall’assenza del pubblico. Mi sono mancate l’aria di festa, il contatto con la gente che ti ferma per strada per chiedere gli autografi e il feedback del pubblico durante l’esibizione, ma la voglia di cantare era tanta e ancora di più in quest’anno così impegnativo per me e per tutti noi. Era anche un modo per dimostrare che volevo far parte di una ripartenza, anche solo attraverso una canzone. Il festival esiste da 71 anni, non si poteva fermare tutto. Esserci era importante per noi artisti, per i telespettatori e soprattutto per i lavoratori dello spettacolo.

La canzone che hai portato a Sanremo parla di un amore tossico. Quale messaggio hai voluto dare?

Quando una situazione non ci rende felici bisogna prendere la consapevolezza che occorre andare via e cambiare le cose. La felicità va ricercata e tutti possiamo farlo, anche se gli amori difficili sono capitati a tutti e a volte servono per avere una maggiore consapevolezza di sé. Il lockdown ha sicuramente messo a dura prova tante convivenze perché le persone hanno vissuto in spazi limitati e sono state davvero obbligate a conoscersi e a confrontarsi quotidianamente con i difetti e i limiti dell’altro. Questo ha fatto sì che molte coppie siano scoppiate e talvolta con risvolti violenti.

Il brano è stato scritto da Gigi d’Alessio. Cosa pensi di lui?

Nel testo ho percepito una grande autenticità, come se Gigi avesse scritto la canzone per sé. In fondo, uomini o donne, proviamo tutti le stesse emozioni. Stimo molto Gigi d’Alessio e lo ritengo un maestro della musica oltre che una persona sensibile. La mia terra è la Lucania e ho scelto un autore che fosse del Sud come me e chi più di lui, napoletano verace, poteva essere in linea con quello che cercavo?

Qual è la tua idea di felicità?

Per me è importante saper gioire delle piccole cose: sono felice quando gli amici mi vengono a trovare oppure quando riesco a cucinare particolarmente bene il mio piatto preferito. Mai come in questo anno di continui lockdown ho capito che basta poco per sorridere.

Cos’è per te l’amore?

Come dice Tiziano Ferro, è una cosa semplice. Se una relazione funziona è fluida e non senti bisogno di altro. Il tempo che abbiamo a disposizione va veloce e non dobbiamo sprecarlo con dubbi o dolori causati dalla persona sbagliata.

Ed essere donna?

Essere donna è sempre difficile, soprattutto in una società legata all’immagine. Per me il body positive è un argomento importante e sono convinta che ognuna di noi debba accettare le proprie imperfezioni invece di cambiare per piacere prima agli altri e poi a se stessa. Anche nel lavoro non è facile per noi donne, ma spesso abbiamo la capacità di trovare degli escamotage per uscire fuori da situazioni difficili senza ferire nessuno. Credo che sia l’istinto materno, che abbiamo innato, a guidarci nei momenti più complessi. In questo periodo mi sto analizzando in profondità e sto cercando di scoprire, anche attraverso la scrittura, chi sono davvero. Sento che sto crescendo come persona e come donna ed ho la consapevolezza che posso fare a meno di tutto tranne che di me.

Cosa ne pensi del termine cantantessa?

Non amo le definizioni e infatti non mi definisco mai. Credo che il mestiere sia quello che si fa e non quello che viene definito dal nome. Io sono un’artista e una persona che fa delle cose senza sapere esattamente cosa sono e va bene così.

Sei un’artista completa e ti sei cimentata anche in TV con “Amici”. Ti soddisfa lavorare in televisione?

Amo la musica in tutte le sue forme e mi piace esprimermi attraverso essa. Mi sono dedicata con passione ad “Amici” e sono molto contenta di aver vissuto l’energia e l’entusiasmo dei ragazzi concorrenti. Guardandoli ho un malinconico amarcord di quando frequentavo il Cet, il Centro Europeo Toscolano di Mogol, e ricordo ancora quando partii con il pullman per andarci ed ero piena di emozioni e speranze.

Hai duettato con i Club Dogo e ti sei esibita nella canzone napoletana: ti diverte metterti alla prova?

Amo la musica in tutte le sue forme e sono molto curiosa per cui mi piace indagare diversi ambiti. È come se mi affacciassi alla porta a guardare un mondo diverso dal mio per imparare qualcosa di nuovo. Inoltre adoro la lingua napoletana e ho sempre cantato in quel dialetto perché è carnale, esaustivo, sanguigno e favorisce i rapporti veri. Inoltre non ha confini. Pensa che ho avuto un fidanzato italo-tailandese che ascoltava solo musica napoletana!

Come hai vissuto il lockdown?

Ho scritto canzoni, anche in napoletano, e l’ho fatto come omaggio all’Italia che considero un grandissimo paese ricco di tradizione e cultura. Durante l’estate poi ho fatto dei concerti, rigorosamente protetti e super sicuri. Avevo bisogno di cantare e di esprimermi, anche se ho sofferto la mancanza di contatto con il pubblico. Mi piace stare con i fan e devo molto a tutti loro. Questo distacco forzato è stato penoso.

Hai in programma di ricominciare con i live?

Assolutamente. Ho la fortuna e il privilegio si essere ascoltata e poter cantare per le persone mi regala tanta energia. Per me è fondamentale far sentire la mia voce e credo che sia anche un aspetto estetico. Io, ad esempio, sentendo cantare Chris Martin dei Coldplay prima ancora di vederlo ho pensato che avrei potuto amarlo. A parte gli scherzi, sono su questa terra per cantare, anche perché non so fare altro!

Un tuo messaggio per i lettori?

Non viviamo per sempre e quindi dobbiamo utilizzare questo tempo per distribuire amore, considerazione, fratellanza.