Science for Peace and health – 9-14 novembre 2020: 12a Conferenza mondiale


Vertigini scientifiche. Dal gene editing all’intelligenza artificiale

La Conferenza Mondiale “Science for Peace”, organizzata dalla Fondazione Veronesi in collaborazione con l’Università Bocconi, è sede di un dibattito internazionale che riunisce ogni anno i protagonisti del mondo scientifico, della cultura, delle istituzioni e della società civile, per approfondire argomenti scientifici di interesse globale e proporre soluzioni concrete. Si tratta di un progetto nato nel 2009 su
iniziativa di Umberto Veronesi e quella che sembrava un’idea utopistica è da dieci anni una realtà tangibile in Italia e nel mondo.

L’ampio raggio d’azione della ricerca scientifica e le sue molteplici ricadute, diventano quindi il campo d’indagine per il presente e per il futuro. Dove ci sta portando il progresso scientifico? Dalla sociologia all’economia, dalla biologia alla medicina di frontiera, dall’antropologia alle scienze politiche, siamo in grado di governare questi processi? I due principali obiettivi che si pone la Conferenza sono: diffondere una cultura di pace soprattutto nei giovani e favorire maggiori investimenti nella ricerca scientifica. L’edizione 2020, tenutasi dal 9 al 14 novembre scorso, è stata un’edizione interamente digitale. In questa occasione la Conferenza ha cambiato nome ed è diventata “Science for Peace and Health 2020” a sottolineare la centralità della salute come condizione necessaria per la prosperità di tutti. Queste le parole di Paolo Veronesi, Presidente della Fondazione Umberto Veronesi: “In un anno segnato profondamente dalla pandemia
ci muoviamo ancor più nella convinzione che la medicina del futuro debba coniugare ricerca d’avanguardia, attività di cura centrate sulla persona e proposte finalizzate a migliorare la società in cui viviamo. E certamente una scienza che agisce verso il bene comune, ha il dovere morale di prendere in esame due tecnologie consacrate a cambiare in maniera significativa il mondo in cui viviamo: L’intelligenza artificiale e il gene editing”. Sotto il titolo “Vertigini scientifiche. Dal gene editing all’intelligenza artificiale”, il dibattito si è incentrato su due temi che potrebbero modificare in modo significativo il mondo in cui viviamo. Oltre a indagare in modo chiaro e diretto, su cosa sono e in quali campi possono essere applicati, la Conferenza ne ha approfondito le implicazioni etiche e pratiche, cercando di capire quali vantaggi

Paolo Veronesi,
Presidente della Fondazione
Umberto Veronesi.

potrebbero portare all’umanità e quali sono i rischi da evitare. I due temi, infatti, sono potenzialmente in grado di liberare l’umanità da alcuni problemi rilevanti, ma potrebbero rivelarsi strumenti di controllo indiscriminato, se lasciati nelle mani di pochi e non adeguatamente governati. In ciascuna giornata è stato affrontato un tema diverso: Libertà e controllo, Società e lavoro, Risorse e sostenibilità, Dna e Virus, Progresso ed Etica, Impegno e ricerca.  All’edizione 2020, dopo i saluti di Paolo Veronesi, del sindaco di Milano Giuseppe Sala e di Gianmario Verona Rettore dell’Università Bocconi, hanno partecipato più di 30 relatori d’eccellenza, provenienti dal mondo scientifico, accademico e culturale tra cui Andrea Crisanti (che abbiamo avuto il piacere di ospitare sul numero 51 del nostro Magazine), Ilaria Capua, Walter Ricciardi, Telmo Pievani, Barbara Mazzolai, Tito Boeri, Carlo Alberto Redi, Renzo Piano, Rita Cucchiara, Ruggero De Maria, Domenico De Masi, Paolo Gentiloni e molti altri. Ogni anno durante la Conferenza la Fondazione Veronesi conferisce “L’art for Peace Award”, un premio destinato ad un artista che si sia impegnato a favore di una cultura di pace e la cui produzione artistica sia allineata ai temi della Conferenza. Quest’anno è stato consegnato da Denis Curti allo scrittore statunitense Joshua Coher.