Isole Sporadi: mare, sole e tradizione


Spiagge assolate, mare cristallino, una leggera brezza, resti archeologici, monasteri ortodossi, villaggi abbarbicati su promontori e specialità culinarie della tradizione: queste sono le caratteristiche che rendono le Sporadi una meta turistica attraente per giovani, famiglie e viaggiatori solitari. Il loro paesaggio è diverso dall’iconografia a cui siamo abituati pensando alle isole elleniche. Grazie alla loro posizione vicina alla terraferma, la vegetazione è rigogliosa, tipicamente mediterranea, con folte pinete a filo del mare turchese. “Messe a caso, in ordine sparso” è il significato di Sporades, il nome che gli antichi greci diedero all’arcipelago per differenziarlo dalle Cicladi. In effetti, a guardarle sulla mappa, questo gruppo di isolesembra gettato un po’ a caso nel Mar Egeo, sul fianco est della penisola della Tessaglia. Le Sporadi settentrionali sono undici tra isole e isolette, ma solo quattro sono abitate. Le attività commerciali restano aperte tutto l’anno e anche fuori dalla stagione estiva vi si trova ogni servizio, dalla scuola all’idraulico, dal parrucchiere all’elettricista.

Alonissos, la tranquilla
Tra le Sporadi, Alonissos è la più lontana dalla terra ferma, infatti il suo nome significa “in mezzo al mare”. Nel XVI secolo a.C. vi si insediarono i cretesi, dedicandosi alla coltivazione della vite, e durante il periodo classico si ritiene vi fossero due città: Kokkinokastro, dove sono ancora visibili le rovine di un muro fortificato, e il villaggio di Alonissos Vecchio, distrutto dai terremoti. La posizione defilata l’ha molto legata alla natura, soprattutto marina. Posizionata dentro un Parco Nazionale, che comprende altri isolotti limitrofi e visitabili con gite giornaliere in caiacco, è famosa per ospitare una colonia di foche monache. Circondata da un mare di ogni sfumatura del celeste, l’acqua è talmente trasparente che le barche paiono sospese nel nulla, come in un’illusione ottica. Le spiagge di sabbia dorata o di ciottoli bianchi sono circa una ventina e vanno dalle più attrezzate a quelle isolate, con un’unica costante: rimangono comunque un luogo tranquillo, adatto a quei visitatori che cercano la quiete. Le più belle sono: Megalos Mourtias, la spiaggia libera di Milla e a Kokkinocastro. Soggiornare ad Alonissos significa godere in pieno di un’atmosfera rilassante e defilata, circondati dall’immancabile frinire delle cicale. Una condizione di privilegio dovuta all’assenza di un aeroporto e dal fatto che sia raggiungibile solo via mare, con traghetti o aliscafi. Infatti, quando si arriva nel tranquillo porto di Patitiri, l’odierna capitale, l’incontro con gli abitanti mette subito a proprio agio e dimostra quanto le persone conservino tratti di genuinità. In questa epoca di turismo di massa sembra un’utopia, eppure ad Alonissos si può ancora vivere una vacanza sincera mangiando pesce fresco nelle taverne rustiche e ascoltando musica folkloristica. Le principali località dell’isola sono collocate nella parte meridionale, nel raggio di pochi chilometri. La Chora, la città vecchia, un tempo era il capoluogo dell’isola. Arrampicata su una collina da cui si gode una meravigliosa vista, passeggiarvi è affascinante per l’insieme di stradine acciottolate, scale di pietra e case intonacate di calce bianca, decorate con inserti blu e coloratissimi fiori, oltre a edifici che risalgono al dominio veneziano del XIII secolo. Gli scorci si aprono su angoli caratteristici, dove trovare negozietti di artigianato ed empori di medicinali prodotti con erbe locali. Tre piccole chiese sopravvissute al terremoto del 1965 meritano una visita. La Chiesa di Christo è la più grande ed è di epoca bizantina: al suo interno custodisce degli affreschi del XVIII secolo; la Chiesa di Agios Athanassios è la più piccola e dentro vi è esposta un’icona. La Chiesa di Agios Georgios salta allo sguardo come un punto immacolato nella vegetazione: dalla sua posizione si gode di una vista meravigliosa che rinfranca l’anima.

Skiathos, la piccola
Skiathos non soffre sicuramente di complessi d’inferiorità! L’isola più piccola delle Sporadi è infatti considerata al pari di MyKonos per il mare, il sole e soprattutto il divertimento. L’isola è molto amata dai giovani grazie all’abbondanza di ricettività turistica e di locali per il divertimento. Circondata da un mare da sogno, ogni curva propone un panorama incantevole e la natura è caratterizzata da pinete, uliveti e campi coltivati. Le spiagge, incastonate come perle in una natura rigogliosa, sono il fulcro della vita isolana. Sono circa una sessantina e la più famosa è Koukounaries, classificata settima a livello mondiale e prima di tutta la Grecia. Un primato meritato poiché si trova all’interno di una zona protetta, circondata da una fitta pineta e adiacente a un lago bucolico. La città di Skiathos è l’unico centro abitato di rilievo. Il suo nucleo risale ai primi dell’800, ma si è espansa con l’avvento del turismo. Seppure il numero di presenze sull’isola subisca un notevole incremento durante la stagione estiva, anche nei mesi freddi vi è sempre gente poiché molti stranieri si sono trasferiti. Del resto, Skiathos è terra di immigrazione sin dalla preistoria, grazie al porto sicuro dentro la sua baia. I primi abitanti furono i Pelasgi, che fondarono la città sul sito dell’attuale. Terra rigogliosa in posizione strategica, l’isola ha visto passare persiani, veneziani e turchi. Un’altra caratteristica dell’isola è l’abbondanza di chiese e monasteri ortodossi. Il monastero di Kounistra risale al XVII secolo ed è il simbolo dell’isola. Al suo interno sono presenti dei murales e alcuni manufatti religiosi, tra i quali l’icona dell’omonimo patrono dell’isola a cui è legata una leggenda. Sembrerebbe che un monaco eremita vedesse ogni sera una luce e quando ne identificò la provenienza, scoprì il ritratto del Santo appeso a un albero, scintillante nell’ultimo riverbero del sole. Da quel momento l’uomo nell’effige venne designato protettore
dell’isola. Un’altra icona significativa raffigura San Cristoforo, con la faccia da cane e di epoca più recente.

Skopelos, Mamma Mia!
Quest’isola incastrata tra Skiathos e Alonissos è il perfetto mix delle due sorelle: angoli remoti dove trovare ristoro e una vita notturna frizzante senza essere eccessiva. Skopelos è la più grande delle Sporadi ed, è conosciuta per la rigogliosa vegetazione che le assegna il titolo di isola più verde dell’Egeo. Il suo capoluogo è un piccolo gioiello: un insieme di viuzze pittoresche e di casette bianche, con una distesa di pini marittimi che lambisce la riva del mare. Come nelle altre isole dell’arcipelago, anche qui le spiagge sono dei luoghi paradisiaci. Molte sono di pietroline e tra le poche sabbiose si consiglia di andare a Limnonari, nel sud dell’isola, raggiungibile percorrendo una strada davvero panoramica; la spiaggia Kastani è invece conosciuta per esser stata uno dei set del film-musical “Mamma Mia!”. Già, perché quest’isola venne scelta come location della pellicola del 2006 con Meryl Streep, Pierce Brosnan e Colin Firth. Nonostante sia stata meta di pellegrinaggio degli amanti del film (e dalla musica degli Abba!), Skopelos non ha perso la sua tranquillità e, grazie alle dimensioni contenute, si può visitare in scooter oppure a piedi. Gli amanti del trekking possono risalire le pendici della montagna di Delfi, immergersi tra mandorli e prugneti, raggiungere le scogliere a picco sul mare, scoprire le spiagge più remote e inerpicarsi fino ad antichi monasteri. L’isola ha infatti oltre 300 edifici religiosi tra chiese, monasteri e conventi. Molti sorgono lungo una sola strada, ribattezzata Monastery Road. Il più famoso è il monastero di Evangelistria, o dell’Annunciazione, a pochi chilometri dal capoluogo, sul fianco del Monte Athos. Costruito agli inizi del XVIII secolo dai monaci del Santo Monte sui resti di una precedente chiesa bizantina, grazie alle donazioni di una ricca famiglia locale venne restaurato e ampliato. Data la sua posizione assunse anche le funzioni di fortezza difensiva coinvolgendo i monaci nelle battaglie indipendentiste contro gli ottomani. Non per niente il Monastero fu il primo luogo a sollevare la bandiera greca durante i moti rivoluzionari del 1821. Oggi è tornato a essere esclusivamente un luogo di culto benché le mura massicce ricordino ancora il passato di resistenza. All’interno della chiesa sono visibili le celle dei monaci, il refettorio e il forno, oltre a sculture lignee e icone antiche; i più interessati possono soffermarsi sugli affreschi e su una preziosa iconostasi in legno intarsiato e dorato, realizzata a Istanbul e raffigurante scene dell’Antico e Nuovo Testamento. Uno stile, bizantino e post-bizantino, che trova sfoggio anche nella cupola, decorata con foglie d’oro da artigiani istanbulioti.

Skyros, la riservata
Divenuta il buen retiro di cittadini nordeuropei in cerca di un clima ideale, tanto sole e molta tranquillità, Skyros sembra tagliata in due dalla natura. La parte settentrionale è collinosa e coperta da una folta pineta, mentre la zona sud è arida, spoglia. Oltre che per il mare e le spiagge, Skyros è famosa per i festeggiamenti del carnevale e per “il ballo delle capre”, la cui tradizione risalirebbe all’antico culto di Dionisio, il dio della vite e del vino. La celebrazione si tiene il Martedì Grasso e vede due gruppi mascherati aggirarsi per i vicoli della Chora. I capigruppo (yeri) indossano maschere di
pelle di capretto, mantelli di pelle di capra e campanacci da pecora al collo; si accompagnano a uomini travestiti da fanciulle (korelles) o con indosso abiti europei ottocenteschi. Quando i gruppi si incontrano inizia una competizione a suon di campanacci, decretando il vincitore in base alla resistenza e al frastuono provocato. Un mix di tradizioni che raccontano come quest’isola più remota sia stata abitata già in tempi antichi: gli archeologi hanno trovato reperti risalenti all’età del bronzo. Nei secoli, per la sua posizione divenne una base navale per ateniesi, bizantini e veneziani. Uscendo un po’ dagli schemi classici vacanzieri, a Skyros ha sede un istituto di studi olistici dove è possibile usufruire di terapie alternative e praticare lo yoga, oltre a visitare le fattorie ecosostenibili dove sono allevati i cavalli in miniatura autoctoni dell’isola. Una razza rara di animali oltre modo amabili. Un motivo in più per innamorarsi delle Sporadi e per visitare ogni isola dell’arcipelago alla ricerca della sua peculiarità.