Bagnini a quattro zampe cani che salvano vite


I nostri amici a quattro zampe svolgono una varietà di ruoli a supporto dell’uomo, grazie alle loro straordinarie capacità olfattive e fisiche. Quando queste abilità si uniscono all’affetto che sanno donare alle persone con cui interagiscono, creano un legame indissolubile nel tempo. Tra gli impieghi più comuni dei cani ci sono: l’assistenza ai non vedenti, il supporto a persone con disabilità motorie, la pet therapy, la ricerca e il soccorso, il supporto alle forze dell’ordine (come cani antidroga o per la rilevazione di esplosivi) e la compagnia per persone sole. Ora la nostra attenzione si orienta verso le unità cinofile nautiche, ovvero cani addestrati, insieme ai loro conduttori, al soccorso in acqua di persone in difficoltà in fiumi, laghi e mari. Il percorso formativo di queste unità è articolato in diverse tappe e si svolge nella Scuola Italiana Cani Salvataggio (SICS) fondata nel 1989 da Ferruccio Pilenga (classe 1960).

Ferruccio, la tua scuola è un’eccellenza nel panorama internazionale del salvataggio in acqua con i cani. Cosa ti ha spinto a intraprendere questo percorso, con quali motivazioni?
L’idea di iniziare un’avventura con i cani da salvataggio in acqua nasce alla fine degli anni ‘80. All’epoca mi descrissero le qualità del Terranova: un esemplare che, grazie alla sua innata affinità con l’acqua, era in grado di soccorrere persone in difficoltà in ambienti acquatici. Era il mio cane! Iniziò così un percorso addestrativo per perfezionare le qualità del Terranova e, per me, iniziò una sfida! In sinergia con il team del soccorso aereo dell’Aeronautica Militare, improntammo le linee guida delle nuove tecniche operative per un percorso in operazioni di elisoccorso. Nel 1991, durante la prima operazione di soccorso con elicottero, io e il mio cane Mas, ci calammo con il verricello in acqua per soccorrere
tre persone aggrappate a un gommone semi affondato. Grazie alla forza di Mas e al mio ruolo di soccorritore, l’operazione di rimorchio verso riva del gommone con a bordo i tre naufraghi, si concluse positivamente, ottenendo una grande risonanza mediatica.

Con quali criteri selettivi vengono scelti gli esemplari da destinare al salvataggio nautico? Che caratteristiche fisiche devono possedere e quali sono le razze più adatte al salvataggio in acqua?
La mia avventura è nata con il Terranova, in seguito ho notato che altre razze, Labrador e Golden Retriever, avevano le stesse doti di acquaticità, ma con una struttura fisica meno imponente che compensavano, però, con velocità e potenza. Attualmente, queste tre razze rappresentano il meglio per le operazioni di soccorso in acqua. Una loro peculiarità distintiva è il pelo e il mantello impermeabile, il tutto accompagnato da una grande docilità. Inoltre, sono dotati di zampe palmate che facilitano il contatto con l’acqua, garantendo una spinta in avanti estremamente potente.

Quali sono gli aspetti e i requisiti specifici per arrivare a conseguire il brevetto di salvataggio come unità cinofila? Come è strutturato il percorso formativo-addestrativo?
Le persone che frequentano la scuola sono in possesso di un cane. Nel corso degli anni hanno visto sulle riviste, sui profili social, sulle spiagge, le gesta dei nostri amici e hanno deciso di intraprendere il percorso con passione e motivazione. Il “cammino” è lungo e impegnativo: per conseguire il brevetto il tempo è di circa un anno e mezzo. Si parte da un corso di obbedienza di base per arrivare a un traguardo di alto livello. Viene fatto un corso di acquaticità insieme al cane e poi si arriva alla parte operativa sulle lunghe distanze in sinergia con i mezzi navali. Noi creiamo unità cinofile, uomo e cane, che formano una “cosa sola”.

Voci di “sentina” ci parlano di sinergie con il Corpo Capitanerie di Porto Guardia Costiera per il “lancio” in acqua dagli elicotteri dei cani insieme con il conduttore.
Con la Guardia Costiera il rapporto è nato nei primissimi anni ‘90, durante le prime esercitazioni il Corpo ha voluto testare l’operatività dei nostri cani. Nel 1996 il Comando Generale espresse parere favorevole per autorizzare le unità cinofile con brevetto SICS, a operare su tutte le spiagge Italiane. Nel 2015 è stato firmato un accordo quadro, tuttora operativo, per consentire alle nostre unità cinofile di lavorare in sinergia con loro. Ogni anno le nostre unità cinofile effettuano decine di salvataggi. Svolgiamo anche un’importante attività di prevenzione, sempre in coordinamento con la Guardia Costiera.

Per raggiungere alti livelli di prontezza operativa sono previste esercitazioni che permettono di creare situazioni reali?
Ogni anno vengono effettuate decine di esercitazioni ad altissimo livello, utilizzando elicotteri, motovedette, acqua bike da soccorso, questo per mantenere l’operatività e i requisiti richiesti dalla filosofia SICS.

Ci sono stati degli episodi in cui si è reso necessario effettuare salvataggi multipli?
Vorrei citare assolutamente il salvataggio avvenuto a Genova Voltri. Quel giorno a causa del forte vento di tramontana tre bambini della stessa famiglia imbarcati su due piccoli gommoni, sono stati portati al largo e nonostante gli sforzi non riuscivano a tornare a riva. Grazie all’intervento di due nostre unità cinofile siamo riusciti a tranquillizzare i bambini terrorizzati e con grande rapidità i cani hanno letteralmente trascinato i bambini fino alla spiaggia. La forza del cane, legata a un antico e ancestrale rapporto con l’uomo, ha permesso di stemperare l’emozione negativa e la cosa più bella è la foto in cui i bambini fanno il segno di vittoria di fianco ai cani che li avevano salvati.

Nella nostra visita alla scuola abbiamo notato alcuni esemplari dotati di pettorine: che funzioni hanno nella conduzione di un salvataggio?
I nostri cani utilizzano degli imbraghi speciali che permettono loro di essere vericellati dagli elicotteri. Sono una sorta di mantello da “Superman”, ma in realtà sono imbraghi galleggianti che garantiscono, al cane e alle persone in difficoltà, un galleggiamento eccezionale e la massima sicurezza durante il salvataggio. Sono stati progettati e disegnati da me, negli anni ho continuato a perfezionarli. Posso affermare che sono i migliori imbraghi galleggianti da salvataggio al mondo, interamente made in Italy.

Ferruccio, ogni intervento è un contenitore di emozioni diverse, una storia a sé… un ricordo particolare?
I miei ricordi di salvataggio sono veramente tantissimi, nel periodo estivo il mio telefono squilla, sono le nostre unità cinofile che mi avvisano di un salvataggio andato a buon fine. Sicuramente uno degli interventi che ho nel cuore, è stato quando il mio primo Terranova MAS ha salvato mia figlia in un lago di montagna. Da quell’episodio si è rafforzato ancora di più il mio desiderio di creare una scuola per cani da salvataggio. Oggi la nostra filosofia viene esportata in tutto il mondo, abbiamo scuole negli Stati Uniti e in molti paesi europei, realtà che seguono le nostre tecniche formative- addestrative.

Credit photo Gabriele Mansi – GM Photography

Una domanda a un conduttore. Buongiorno, come ti chiami e di cosa ti occupi?
Mi chiamo Simonetta Andreoli e sono una conduttrice di cani da salvataggio dai primi anni 2000, avevo un Terranova stupendo si chiamava Free. Oggi sono istruttrice che segue, insieme a Ferruccio, i corsi internazionali e mi occupo del benessere dei nostri amici. Grazie alla toelettatura i cani si trasformano in veri e propri peluche da accarezzare, la loro presenza negli ospedali come cani eroi porta gioia e conforto ai bambini. In questi 25 anni ho effettuato decine di esercitazioni di elisoccorso, anche con il SAR (ricerca e salvataggio) dell’Aeronautica Militare. Ho lavorato con motovedette nei mari del Nord e in Germania, con la società tedesca per il soccorso, ho formato decine di unità cinofile.

Ferruccio cosa vedi negli occhi di un conduttore dopo un salvataggio portato a termine?
Sicuramente è stupendo aver creato un “esercito” di cani da salvataggio che, in tutti questi anni, hanno salvato centinaia di persone. Ogni volta vedo un conduttore con il suo cane abbracciarsi e guardarsi negli occhi come volessero dire “anche oggi abbiamo salvato una vita”.

Bene Ferruccio, ti ringraziamo di essere stato con noi dedicandoci un po’ del tuo tempo, un saluto a tutti i tuoi collaboratori e una carezza ai nostri cani bagnino.

 

Credit photo Archivio SICS