Facciamo il punto con Flavio Manuel Alazraki Presidente e Amministratore Delegato di Europa Benefits

Nel cuore di Milano si trova la sede di Europa Benefits, società pioniera del welfare aziendale nel nostro Paese. Fondata nel 1988 e guidata dal 2008 da Flavio Manuel Alazraki, Europa Benefits – insieme a Europa Brokers – rappresenta oggi uno dei principali riferimenti nazionali nel settore dei servizi assicurativi e dei benefit aziendali.
Con oltre trecento clienti tra istituti finanziari, aziende e associazioni e più di un milione di lavoratori tutelati, il gruppo intermedia ogni anno oltre 200 milioni di premi assicurativi, confermandosi come punto di equilibrio tra imprese, dipendenti e benessere collettivo.
Abbiamo incontrato il Presidente e Amministratore Delegato Flavio Manuel Alazraki per ripercorrere la sua visione del welfare, comprendere le trasformazioni del settore e scoprire come la sanità integrativa e la previdenza complementare possano davvero cambiare la qualità della vita dei lavoratori.
Dottor Alazraki, Europa Benefits è considerata una pioniera del welfare aziendale in Italia. Da dove nasce questa vocazione?
La nostra storia affonda le radici negli anni Ottanta, quando ancora il concetto di “welfare aziendale” era poco conosciuto. Fin dall’inizio abbiamo creduto che l’impresa non dovesse limitarsi a garantire un salario, ma anche offrire strumenti di tutela e valorizzazione delle proprie risorse.
Uno dei punti forza di Europa Benefits è il suo approccio proattivo, nello specifico la capacità di anticipare i bisogni e le esigenze dei propri clienti, proponendosi come mediatore che sa mantenere al meglio gli equilibri tra l’azienda ed i suoi dipendenti nonché fornire soluzioni e prodotti personalizzati su misura.
Nel corso degli anni abbiamo continuato a innovare, integrando previdenza, sanità e protezione in un modello che noi chiamiamo delle “tre P”: Previdenza, Prevenzione, Prestazione.
Questa visione ci ha consentito di diventare interlocutori privilegiati per le aziende e per oltre un milione di lavoratori, sempre con un obiettivo chiaro: armonizzare il benessere delle persone con la sostenibilità economica delle imprese.
Oggi il welfare è sempre più diffuso: un’impresa su tre adotta piani di questo tipo. Cosa spinge le aziende a investire in questo ambito?
Un’azienda che si prende cura dei propri dipendenti crea valore non solo economico, ma anche umano e produttivo. I lavoratori che si sentono tutelati, che vedono riconosciute le proprie esigenze di salute, di previdenza, di equilibrio vita/lavoro, sono più motivati e contribuiscono al successo collettivo.
Oggi, inoltre, molte aziende finanziano i piani di welfare attraverso il premio di risultato, e i dipendenti possono godere di notevoli vantaggi fiscali, usufruendo di servizi che spesso si estendono anche ai familiari.
In che modo gli Employee Benefits possono diventare una leva di efficienza e non solo un costo?
È un errore pensare che il welfare aziendale sia una spesa. In realtà è un investimento strategico. Diversi studi dimostrano che i piani di welfare aumentano la produttività e riducono l’assenteismo, migliorano il clima interno e creano un legame più forte tra azienda e dipendente. Dal punto di vista fiscale, poi, il beneficio è evidente: ad esempio, i contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal lavoratore a enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale ed in presenza di regolamento/accordo aziendale non concorrono a formare il reddito di lavoro per un importo massimo di 3.615,20 euro (art. 51, comma 2 del Tuir). Per essere destinatari dell’agevolazione fiscale, i contributi devono essere versati a un Fondo o a una Cassa avente esclusivamente finalità assistenziale, iscritti ad apposita sezione dell’Anagrafe dei fondi.
Lei ha spesso sottolineato l’importanza della sanità integrativa. È davvero così urgente?
Assolutamente sì. Il nostro Sistema Sanitario Nazionale, pur essendo di alta qualità, vive una fase critica. Le liste d’attesa sono lunghe, le risorse pubbliche limitate, e sempre più italiani – uno su tre, secondo il rapporto Rbm-Censis – sono costretti a rivolgersi al privato per ottenere visite e prestazioni nei tempi desiderati. La spesa sanitaria privata ha superato i 42 miliardi di euro, con una media di oltre 1.500 euro l’anno per nucleo familiare. In questo contesto, le polizze sanitarie integrative permettono di compensare le carenze del sistema pubblico e garantire una protezione accessibile e completa.
Che tipo di coperture proponete in ambito sanitario?
L’offerta è ampia e modulare. Dalla copertura infortuni attiva 24 ore su 24 fino ai rimborsi per le spese mediche e ai piani integrativi che comprendono cure dentarie, visite specialistiche, occhiali e lenti: le nostre soluzioni sono pensate per garantire una protezione completa e personalizzata. Particolare importanza riveste il tema della prevenzione, uno dei pilastri del nostro lavoro. Crediamo fermamente che prevenire sia meglio che curare e per questo creiamo un “Pacchetto Prevenzione”, un programma di screening mirato per sesso e fascia d’età. Permette di individuare precocemente eventuali patologie e di modificare i comportamenti a rischio. Investire nella prevenzione significa migliorare la qualità della vita delle persone e, di conseguenza, ridurre anche i costi futuri per aziende e sistema sanitario.
Parliamo invece di previdenza complementare: un tema sempre più attuale.
Sì e direi inevitabile. Oggi, al termine della carriera lavorativa, la pensione pubblica garantisce mediamente solo il 50% dell’ultima retribuzione. È quindi indispensabile costruirsi per tempo una rendita aggiuntiva, attraverso l’adesione ai fondi pensione. In questo modo il lavoratore, soprattutto se partecipa anche l’azienda, attraverso versamenti periodici, riesce a garantirsi una pensione complementare che consentirà allo stesso tempo di mantenere un tenore di vita simile a quello tenuto durante la carriera lavorativa. Europa Benefits ha una lunga esperienza in questo ambito: ha contribuito alla nascita di fondi pensione di settore e continua a offrire consulenza tecnica ed assistenza al Fondo Pensione Previbank, fondo interaziendale di settore, affinché possa offrire ai propri iscritti una proposta previdenziale sempre attuale e competitiva. È un lavoro silenzioso e costante, ma essenziale per il futuro dei lavoratori italiani.
Quali vantaggi concreti può ottenere un lavoratore aderendo a un fondo pensione?
Come abbiamo detto prima, l’adesione a un fondo pensione è essenziale per poter continuare a mantenere un tenore di vita dignitoso e poiché le risorse a disposizione sono sempre contenute, è necessario che venga attivata il prima possibile, soprattutto se è contrattualmente previsto che contribuisca anche l’azienda. Questo perché ricordiamoci che l’adesione è sempre volontaria e se il lavoratore non sa, non è informato, non conosce e non aderisce, perderà anni di contribuzione e rendimenti che non potrà più recuperare. Inoltre, in aggiunta alla sicurezza economica, ci sono vantaggi fiscali importanti. Il più noto è la deducibilità dei contributi versati; ciò che versano l’azienda ed il dipendente può essere dedotto dal reddito complessivo fino al limite di 5.164 euro. A questi si collegano gli immediati benefici di destinare il proprio Trattamento di Fine Rapporto (TFR) maturando al Fondo Pensione, che mediamente ha maggiore rendimento e sconterà una tassazione notevolmente più bassa rispetto all’alternativa di lasciarlo in azienda. Lo stesso vale per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) degli amministratori: grazie alle nostre soluzioni assicurative, l’amministratore si garantisce un accantonamento a fine mandato, impignorabile e insequestrabile, che persegue gli stessi obiettivi dei fondi pensione.
Guardando al futuro, quali sfide attendono Europa Benefits?
Viviamo un momento storico in cui il concetto di welfare sta cambiando. Non è più un privilegio, ma un diritto moderno, un pilastro di sostenibilità per aziende e persone. La nostra sfida è continuare a innovare, rendendo i servizi più digitali, personalizzati e accessibili. Lavoriamo su piattaforme che permettono di gestire i benefits in modo flessibile e trasparente, con un’attenzione crescente alla salute mentale, alla mobilità sostenibile e al benessere familiare. Vogliamo che il welfare diventi uno strumento quotidiano, non un premio occasionale.
In oltre trent’anni di carriera, qual è il risultato che la rende più orgoglioso?
Senza dubbio la fiducia dei nostri clienti e la crescita costante del gruppo. Abbiamo costruito un modello che mette al centro la persona, valorizzando la professionalità del nostro team e la personalizzazione del servizio. Europa Benefits, insieme a Europa Brokers, non vende semplicemente polizze, ma costruisce relazioni di lungo periodo, basate su ascolto, competenza e concretezza. Credo che sia questo il vero successo: aver contribuito, anche solo in parte, a creare un welfare più umano, più sostenibile e più vicino alla vita reale delle persone. Abbiamo la consapevolezza che ogni decisione presa oggi, che si tratti di un piano sanitario, di una posizione previdenziale o di una copertura infortuni, può fare la differenza nella vita di una persona.


















