L’attesa è breve perché Anna è una donna molto attiva e sempre puntuale, anche se ha davvero poco tempo a disposizione. Ci incontriamo per un caffè al Camparino, in Piazza Duomo a Milano, sfruttando una sua pausa, perché Anna è di passaggio in città per alcuni incontri. Ci sediamo nella saletta che si affaccia sulla Galleria.
Si siede e sorride, mentre mi dice subito.
Non ho molto tempo… In questo periodo ho davvero tanto da fare, troppe cose da sistemare.
Lo so, sei sempre impegnata… Va bene se per presentarti scrivo che sei Security Manager certificato UNI 10459:2017 e che possiedi un’esperienza ventennale nel mondo della sicurezza fisica e della sicurezza integrata?
È vero, anche se non mi sono davvero accorta del passare veloce di tutti questi anni, tanto sono stata presa da quanto avevo da fare.
Va bene dire che sei costantemente attiva per promuovere i valori della tutela e della dignità delle persone, specie quando l’applicazione delle norme, che pure esistono, è disattesa, anche dalle istituzioni?
Sì. Sai, sono impegnata su molti fronti, sia come rappresentante unico per l’Italia della Security Commission all’interno della CFPA-Europe, la Confederazione delle Associazioni Europee che si occupa di Prevenzione Incendi, Security, Safety, Disastri Ambientali e degli altri rischi cosiddetti “atipici” all’interno delle organizzazioni aziendali ad essi correlati e sia come Coordinatore del GTS (Gruppo Tecnico Specialistico) Safety & Security di Aias Sicurezza, oltre al mio impegno lavorativo come Lead Auditor UNI PdR 125, ISO 28000, TAPA FSR + TSR, C-TPAT e Senior Security Risk Advisor di EY (Ernst & Young).
So anche che ti occupi di valori umani, di pari opportunità e del ruolo delle donne impegnate nel settore della sicurezza.
Sì! Ho avviato il progetto WIS Women In Security del capitolo italiano di ASIS International. I nostri obiettivi sono ambiziosi ed hanno una forte carica ideale, e, a mio avviso, devono essere realizzati in fretta. Si tratta di spingere e rendere consapevoli le donne di tutto il mondo “a fare squadra”, a divenire leaders riconosciute nel mondo della sicurezza, all’interno delle organizzazioni pubbliche o private delle quali fanno parte, senza limitare settori o dimensioni di operatività.
Quanta forza ha WIS?
Al momento quella che ci è data dalle più di 600 donne impegnate, attive e di grande capacità professionale, che operano su programmi di largo respiro, in Europa e nel mondo.
Cosa è rilevante, per te, in questa azione?
Promuovere le iniziative di ASIS International è promuovere benessere, consapevolezza, senso della dignità, tutti valori che sono troppo spesso dimenticati. La Community Femminile delle Professioniste della sicurezza nel nostro Paese sta aumentando e giorno dopo giorno diviene sempre più consapevole delle proprie capacità.
Arriva il caffè ed il cameriere posa le tazzine sul tavolino. So che sei impegnata anche contro la discriminazione, e credo che le lettrici e i lettori di Plus Magazine siano estremamente sensibili ad un tema come questo.
Vedi, gli episodi di violenza, aggressione e discriminazione nell’ambito del lavoro, sono considerati un rischio emergente sempre più diffuso all’interno delle aziendali, con particolare riferimento ad alcuni settori.
Emergente?
Emergente perché lo si sta considerando ora, anche se le radici dei cattivi comportamenti sono molto più antiche.
Cosa fare?
Applicare le normative, anche se talvolta devono essere imposte, e rendere consapevoli le lavoratrici dei propri diritti, primo fra tutti quello del rispetto della loro dignità.
Mentre lo dice la voce di Anna vibra in modo deciso, ed è evidente quanto coinvolgimento ha su questi temi.
Il datore di lavoro è responsabile del benessere dei propri dipendenti sul luogo di lavoro o comunque quando c’è una prestazione professionale e il D. Lgs. 81/2008, Testo Unico, esprime con forza questa necessità in termini di dovere di protezione del datore di lavoro, a partire dalla valutazione dei rischi di genere.
E i codici etici aziendali?
Sono utilissimi, ma devono essere di stimolo e miglioramento a quanto già previsto dalle norme e che deve essere comunque attuato. In realtà il tema della parità di genere, della diversità e dell’inclusione è una grande opportunità normativa per le organizzazioni aziendali, che, se bene accolta ed attuata, non serve solo alla mitigazione di tali rischi, ma anche al miglioramento del sistema di gestione organizzativa aziendale.
Quali sono gli strumenti che ti danno più speranza per il futuro?
Le prassi di riferimento della UNI PdR 125:2022 (parità di genere) e dalla ISO 30415:2021 (diversità ed inclusione), che evidenziano la necessità di modulare in modo chiaro ed irreversibile il ruolo strategico della gestione e delle azioni.
E poi?
L’azione che le persone come me stanno facendo, attraverso libri, corsi, convegni, progetti e proposte, per rendere i lavoratori e le lavoratrici, specie proprio le donne, consapevoli del proprio ruolo, dei propri diritti e dei propri doveri, per aiutarle a divenire attrici consapevoli nel sistema di gestione organizzativa aziendale, non solo comparse malconsiderate; e poi, senza guardare in faccia nessuno, la richiesta di rispetto delle norme, che deve venire da tutte le parti sociali, e quindi la loro piena applicazione, nella sostanza e non solo nella lettera, nella vita concreta delle lavoratrici.
Il telefono di Anna vibra. Lo guarda e mi dice.
Devo andare.
Grazie del tuo tempo, Anna. Ti chiedo ancora un’ultima parola per i nostri lettori.
Più alle lettrici, se devo dire: eliminate ogni forma di discriminazione alla radice, non accettate frasi o considerazioni idiote e, quando ci fosse mai qualche atto di molestia sessuale e di violenza allo sportello, non esitate a denunciare, anche se qualcuno vi dirà di lasciare perdere per il quieto vivere. La vostra dignità viene prima di ogni altra cosa.


















