Giuliano Ubezio: il dietista con la passione per il food


Come dietista collabora con la televisione e con la carta stampa. È autore di libri e la sua pagina Instagram doc_giuliano conta quasi 130.000 follower. La sua passione? Il cibo sano e nutriente.

Giuliano Ubezio è stato definito “il Dottore della porta accanto” per la capacità di unire professionalità, umanità ed empatia. Laureato nel 2003 a Milano come dietista, si è specializzato nella dietoterapia ponendo particolare attenzione ai soggetti in stato di sovrappeso e obesità. Come libero professionista lavora dal 2004 presso diversi studi tra Arese, Milano e Roma e per otto anni ha gestito una scuola di cucina amatoriale, unendo così il lavoro con la passione per il cibo. Ubezio da tempo collabora alla pubblicazione di articoli per importanti testate quali Vanity Fair, La Repubblica e Il Corriere della Sera, inoltre partecipa come ospite a programmi televisivi quali “Il Mio Medico” (TV2000), “Detto Fatto” (Rai 1), “The Real Italia” (La7), “Quelle brave ragazze” (Rai 1), “È sempre Cartabianca” (Rete 4).
Durante il Covid ha iniziato a implementare la sua attività sui social, soprattutto su Instagram, e i suoi contenuti sono un mantra per chi vuole essere in forma. Dal 2022 ha fondato il Centro Italiano di Nutrizione a Milano, punto di riferimento multidisciplinare per la cura di sovrappeso e obesità, offrendo tutto ciò che ad oggi è disponibile per un corretto dimagrimento e per uno stile di vita sano. Autore di libri, la sua ultima fatica letteraria pubblicata da Cairo Editore lo scorso anno è “In forma con il Doc. Regole semplici, falsi miti e quiz per imparare a nutrire bene il corpo”.

Un aspetto che ama della sua professione?
Mi piace molto il contatto diretto con i pazienti perché è il modo migliore per poterli aiutare a perdere peso. Tengo a precisare che il dimagrimento non è solo un fattore estetico, ma soprattutto clinico in quanto la nostra salute dipende da ciò che mangiamo e beviamo. Mi riempie di gioia quando le persone che si rivolgono a me e seguono i suggerimenti, raggiungono i risultati. Il mio valore aggiunto è dare loro consapevolezza e vederle contente mi rende felice.

Quali sono gli errori più comuni che riscontra nella dieta dei suoi pazienti?
Qualcuno arriva in studio ammettendo di mangiare sregolato, ma spesso mi sento dire: è quello che già mangio. In realtà, oltre alla qualità, la differenza la fa la quantità di cibo che si assume quotidianamente. Ad esempio, due cucchiai di olio o cinque caffè con un cucchiaino di zucchero ognuno, consumati nella nella giornata, sono un notevole apporto di calorie che va sicuramente limitato. Un altro errore che spesso risconto è legato all’abitudine nel fare la spesa. Molti acquistano affettati e formaggi perché sono pratici da mangiare e non richiedono cotture, ma per quanto sfiziosi sono poco salutari.

A suo giudizio ci sono dei falsi miti da sfatare in fatto di cibo?
Ce ne sono eccome e alcuni sono radicati da decenni! Il più comune è legato all’idea che togliere il carboidrato faccia perdere peso. Mi stupisce che spesso una fake news prenda piede e diventi verità assoluta. Sui social, ma non solo, ci sono molti opinion leader che diffondono informazioni false o non complete che possono anche fare danni alle persone. È importante verificare sempre la veridicità delle notizie.

In Italia esiste l’allarme obesità?
Purtroppo esiste e le ricerche dimostrano che al centro-sud, oltre agli adulti, ci sono anche molti bambini in sovrappeso. L’obesità in passato era giudicata una patologia legata ai ceti più bassi perché, avendo pochi soldi, le persone compravano cibi ricchi di grassi e quindi in grado di saziare. Oggi non è più totalmente così perché chi ha facoltà di spesa va molto al ristorante o acquista prodotti già cucinati che se da un lato sono solo da riscaldare, dall’altro sono parecchio conditi. L’obesità è considerata a tutti gli effetti un’epidemia ed è la seconda causa di mortalità al mondo. Numerosi problemi cardiovascolari o i tumori al colon-retto dipendono anche dall’alimentazione. Mangiare e bere sano, quindi, aiuta ad evitare certe patologie.

Secondo lei a che punto siamo nell’ambito dell’informazione alimentare?
Per fortuna gran parte delle persone oggi sono informate e sanno ciò che fa bene e ciò che fa male. Gli studi dimostrano però che esiste una divisione tra Italia del nord e Italia del sud. In Lombardia, ad esempio, c’è un’attenzione maggiore al mangiare sano rispetto ad altre regioni. Nel sud della penisola abbiamo invece una percentuale maggiore di individui in sovrappeso perché qui la cultura del cibo è molto radicata e fa parte della tradizione locale.

È vero che per una dieta sana occorre bere due litri di acqua al giorno?
Bisogna bere perché siamo fatti di acqua e il quantitativo medio minimo è di un litro e mezzo, ma se una persona si allena o suda molto deve bere di più. Anche in questo caso, come per il cibo, bisogna studiare ciascun individuo e le sue abitudini.

L’estate è alle porte. Ci sono alimenti nemici della cellulite?
Questo è un discorso molto ampio, ma sicuramente aiuta bere un litro e mezzo o due di acqua, eliminare il sale o la salsa di soia, limitare o togliere del tutto il consumo di affettati, insaccati e formaggi stagionati. È importante anche leggere le etichette e verificare, negli alimenti confezionati, che il quantitativo di sale non sia superiore a 1 grammo e mezzo per 100 grammi di prodotto.

Ci dia una speranza: esistono cibi anti age?
Mi sto specializzando sul tema dell’alimentazione legata alla longevity e posso assicurare che è fondamentale consumare cinque porzioni di frutta e verdura al giorno in quanto contengono vitamine e sali minerali che aiutano a mantenere le cellule in salute. Ad esempio a colazione, a metà mattina e a metà pomeriggio si può consumare la frutta mentre a pranzo e a cena la verdura. Chi vuole può optare per gli estratti e i centrifugati che fanno davvero bene. Ho notato che, paradossalmente, tanti mangiano meglio negli alberghi dove ci sono le colazioni a buffet in quanto frutta e verdura sono già pronte. In realtà non ci vuole molto a prepararle, ma molti in casa non lo fanno.

La sua pagina Instagram è seguitissima: qual è il segreto di questo successo?
Mi viene detto che tratto argomenti importanti con termini semplici che arrivano a tutti. All’inizio, addirittura, nei reel non parlavo, ma mettevo solo figure e scritte che rimanevano parecchio impresse nei follower. Sono contento che le persone apprezzino i miei contenuti sui social perché non sono improvvisati, ma nascono da ore di lavoro.

Lei è molto presente anche in televisione e sulle riviste. Crede che siano mezzi utili pr diffondere la cultura del mangiare sano?
Mi piace divulgare in più modi perché è il mio lavoro e lo faccio con passione. Sono contento di poter raccontare e, magari, aiutare le persone. Per questo ritengo che ogni strumento sia fondamentale per spiegare l’importanza dell’alimentazione corretta. Per me è basilare la verità delle informazioni e in alcuni programmi TV, purtroppo, mi sono scontrato con personaggi che non erano colleghi e passavano informazioni errate.

Come è nato il libro “In forma con il Doc. Regole semplici, falsi miti e quiz per imparare a nutrire bene il corpo”?
Volevo scrivere un libro pop, quindi adatto a tutti. Tengo a precisare che non è un manuale per dimagrire, ma per stare bene e in salute. Il testo, che rispecchia la mia pagina Instagram, non vuole spiegare come mangiare e cosa, ma intende offrire nozioni utili a compendio della dieta.