Rispetto ai paesi vicini di casa, l’Oman è l’unico Stato della penisola arabica ad aver conservato intatte le proprie caratteristiche. Chi lo visita non cerca i grattacieli che sfidano il cielo o il super lusso a cui ci stanno abituando la vicina Dubai e gli Emirati Arabi; l’Oman è ancora la meta di quanti desiderano scoprire un patrimonio storico, culturale e naturalistico ormai in estinzione. Il sultanato dell’Oman è una monarchia assoluta affacciata sul Mar Arabico e con un territorio in prevalenza desertico. Oggi è un’apprezzata meta turistica grazie alla visione del Sultano Qaboos che regnò dal 1970 al 2020 e credette nelle potenzialità del proprio paese, proponendo ai viaggiatori una varietà di esperienze, passando dalle oasi lussureggianti alle moderne città. Il Sultano Qaboos è stata infatti una figura importante per il paese: a lui si deve il processo di modernizzazione che rende l’Oman all’avanguardia rispetto ai vicini di casa, con progetti educativi, sanitari e infrastrutturali per la popolazione. La fama dell’Oman è però legata all’incanto del deserto del Wahiba Sands, conosciuto anche come il “Quarto Vuoto”. In questa distesa di 12.500 km² di dune mutevoli e cangianti sono ancora vive le tradizioni culturali e ancestrali della civiltà beduina che la fanno diventare una terra fuori dal tempo, dove passato e presente si fondono e creano scenari da favola. Qui è possibile partecipare a escursioni sui cammelli oppure in auto 4×4, e trascorrere la notte nei numerosi campi tendati per lasciarsi ammaliare da un cielo tempestato di stelle. Ma le bellezze e i motivi per visitare l’Oman sono molti altri.
Muscat: la capitale
Muscat richiede una sosta di almeno un paio di giorni per scoprirne la vivacità. L’edificio simbolo è la Gran Moschea dedicata al defunto Sultano Qaboos. Inaugurata nel 2001, è la più grande dell’Oman: si estende infatti su una superficie di 416.000 m² e può ospitare fino a 20.000 fedeli. Il suo è un fulgido esempio di architettura moderna che ha saputo amalgamare lo stile omanita classico e quello più tipicamente islamico. L’imponente figura bianca è incorniciata da cinque minareti, tra i quali il più alto svetta a oltre 90 metri d’altezza e permette alla voce del muezzin di volare lontano. Ogni minareto simboleggia uno dei pilastri dell’Islam: fede, preghiera, digiuno, pellegrinaggio ed elemosina. Tanto è maestosa all’esterno quanto la moschea è conturbante all’interno. La sala principale della preghiera ha una forma quadrata e le pareti sono rivestite di marmo bianco e grigio, decorate coi classici motivi a foglia e geometrici. Sotto la grande cupola centrale a 50 metri d’altezza possono raccogliersi fino a 6.500 uomini (la sala separata e riservata alle donne ha una capacità di 750 persone). Il lampadario che pende dal soffitto è un tripudio di oro, cristalli Swarovski e lampadine, per un peso di 8.500 chili. Il pavimento è ricoperto da un tappeto persiano di 4.200 metri, intarsiato con oltre 1.700 milioni di nodi, con un peso specifico superiore alle 20 tonnellate L’area più caratteristica è il mihrāb, una splendida nicchia blu che indica la direzione de La Mecca; qui i decori sono a forma di alveolo, tipici dell’architettura persiana ed esempio di simbolismo dell’arte religiosa islamica. Tra i luoghi da visitare di Muscat vi sono anche la città vecchia e il souk. Nella città vecchia sembra di fare un viaggio a ritroso nel tempo, soprattutto quando ci si trova al cospetto della residenza reale, il Palazzo dell’Alam, e il forte di Jalali. Il souk di Mutrah è il mercato tradizionale in pieno spirito arabo, con un dedalo di viuzze su cui si affacciano negozietti rigurgitanti colori, odori e ogni tipo di oggetto: il posto ideale per scegliere i propri souvenir di viaggio.
Nizwa: l’antica capitale
Ciò che resta dell’antica capitale omanita è il Forte di Nizwa che, con le sue torri e le mura, testimonia il passato del paese. Venne costruito nel XVII secolo su strutture risalenti fino al XII, a guardia e difesa della cittadina. Circondata da un’oasi di palme ai piedi delle montagne occidentali di Hajar, un tempo era la capitale del Paese e fulcro dell’apprendimento islamico, carattere che conserva ancora nel suo DNA. La pianta cittadina riflette lo sviluppo architettonico omanita in materia di fortificazioni militari: la parte principale è composta da un’enorme torre a tamburo alta 30 metri e con un diametro di 36; le fondamenta penetrano per 30 metri nel terreno; una parte della torre è riempita di rocce, terra e detriti per renderla più solida; le porte sono spesse e le pareti sono arrotondate e robuste, progettate per resistere alle violente raffiche di fuoco di mortaio. Inoltre, le ventiquattro aperture lungo il diametro della torre erano utilizzate dai cannoni e fornivano una copertura totale sulla campagna circostante. Accanto alla torre è situato un corpo fortificato quadrangolare, che serviva da alloggio del comandante e dei militari. All’interno delle mura si trova anche un orto (oggi trasformato in giardino) e un pozzo da cui attingere acqua dal torrente sotterraneo e permettere la massima resistenza in caso di assedio. La struttura, realizzata nello stesso colore chiaro della sabbia sembra mimetizzarsi col paesaggio, è ricca di pozzi segreti, porte false e altri trabocchetti per intrappolare gli eventuali assalitori. Non stupisce che oggi sia il monumento nazionale più visitato dell’Oman.
La natura variegata
Oltre alla notevole estensione del deserto, in Oman si può spaziare dai 3.000 metri delle montagne dell’Hajar ai 2.000 km di spiagge lambite da acque cristalline. Oltre a ciò, è presente anche il “Gran Canyon d’Arabia” di una bellezza da capogiro con le sue scoscese pareti verticali. A detta dei più esperti questo spazio di mondo offre uno dei migliori trekking che parte da Wadi Ghul fino a Wadi Nakhr. Un percorso di circa tre ore, con tratti che si affacciano nel vuoto che, oltre a essere panoramico, è anche adrenalinico. I wadi sono elementi tipici del territorio omanita: lunghi letti di fiumi percorribili nei periodi di secca al cui interno, incastonati nel paesaggio si trovano le oasi, altro elemento caratteristico di questo paese che ha una superficie desertica pari all’80%. Proprio come abbiamo imparato a conoscerle attraverso il cinema, le oasi sono angoli di paradiso nascosti tra le rocce di canyon naturali e rivelano laghetti di acqua cristallina contornati da una vegetazione rigogliosa. In un territorio tanto ostile, i wadi rappresentano la salvezza per gli animali e anche per gli umani. Tra le più suggestive vale la pena citare: Wadi Shab per la posizione particolare tra le pareti a picco di due costoni di roccia; Wadi Tiwi, da cui intraprendere un trekking di tre giorni fino a Wadi Bani Khalid, ove è possibile la balneazione con alcuni accorgimenti; Wadi Al Arbeen, ancora poco conosciuta perché all’interno della catena montuosa dell’Hajar; Sinkhole di Bimah, un lago di acqua pura e cristallina con al centro una cavità carsica di 40 metri di diametro.
I Falaj
L’approvvigionamento dell’acqua dei principali villaggi omaniti avviene attraverso i Falaj, un antico sistema di irrigazione. Le sorgenti sotterranee o gli stagni riempiti da acqua piovana sono infatti incanalati e scorrono in superficie oppure in profondità fino ai centri abitati. Alcuni addirittura si estendono per diversi chilometri, con una profondità di decine di metri nel suolo e per le loro caratteristiche sono stati iscritti tra i beni Patrimonio dell’Unesco.
Il mercato di Sinaw
Ogni giovedì la cittadina di Sinaw, nel nordest del paese, accoglie il mercato del bestiame. Una ricorrenza settimanale dove si incontra la comunità beduina sin dalle prime ore del giorno. È un viavai di persone che mercanteggia la compravendita di capre e cammelli prima di tornare alla propria vita in equilibrio tra tradizione e modernità. I beduini mantengono infatti le loro consuetudini e l’abbigliamento caratteristico, e vivono dedicandosi alla coltivazione della palma da dattero, all’allevamento del bestiame e, dove possibile, alla pesca.
La riserva naturalistica di Ras Al Jinz
Collocata sulla punta estrema della penisola Arabica, la riserva è conosciuta come “the turtle beach”. Qui è possibile assistere alla deposizione notturna e alla schiusa mattutina delle uova della tartaruga franca, una specie a rischio di estinzione. Le visite sono permesse solo se accompagnate da una guida, attenendosi a tutte le prescrizioni e alle cautele del caso. Collocata nel parco di Ras Al Hadd, la riserva è raggiungibile dalla città di Sur (dove vengono costruiti i Dhow, le tipiche imbarcazioni omanite in legno utilizzate per il commercio).
Le spiagge
Per chi cerca i resort di lusso, la meta ideale è Salalah con la sua spiaggia incantevole; quanti invece anelano luoghi meno turistici possono rivolgersi ad Al Maghsayl. Gli amanti dei paradisi naturalistici marini trovano fonte di gioia nell’arcipelago di Al Sawadi, raggiungibile solo in barca poiché si tratta di un’area protetta composta da una serie di isole desertiche dove alberga una florida barriera corallina: per accedervi sono necessari dei permessi e bisogna essere accompagnati da una guida sia per le escursioni che per le immersioni.
Un buon clima
Grazie alle diverse zone climatiche, l’Oman è un’ottima destinazione tutto l’anno anche se il periodo migliore va da ottobre ad aprile quando le precipitazioni sono scarse e le temperature si attestano attorno ai 25-30 gradi. Un inverno mite di giorno e fresco di notte consente di godersi appieno le attrazioni turistiche, le spiagge e le zone montuose.
La tolleranza religiosa e culturale
La lungimiranza del Sultano ha reso le leggi e le usanze arabe meno stringenti, tanto che le persone hanno la possibilità di consumare gli alcolici in alberghi e ristoranti, e la carne di maiale è venduta nelle macellerie. Questo però non significa abbandonare le tradizioni: il mantenimento dell’architettura classica anche nella nuova edilizia è diventato un segno distintivo, così come nel periodo del Ramadan continua a essere vietato mangiare, bere e fumare in pubblico nelle ore diurne.


















