Il notaio risponde


A cura del notaio Remo Bassetti: Titolare dell’omonimo studio torinese, collabora con la nostra rivista, per fornire ai lettori chiarimenti su problematiche e pratiche inerenti per esempio a successioni, donazioni, compravendita di immobili, costituzione di associazioni e fondazioni, convenzioni matrimoniali e costituzione di fondi patrimoniali, mutui e altri tipi di finanziamento.

Per le vostre domande: plusmagazine@fabiplus.org

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Gent.mo Notaio,
alla morte di una persona che ha redatto un testamento olografo, cosa deve fare il beneficiario del testamento affinché le disposizioni vengano eseguite correttamente? Viviana

Gentile Viviana,
la domanda non mi è chiarissima. Se parliamo del testatore, qualora voglia essere certo che le disposizioni siano eseguite correttamente, può nominare un esecutore testamentario. Se parliamo dei beneficiari, dipende dai casi. Se si tratta del beneficiario del legato di un oggetto, ad esempio, deve chiederne l’esecuzione all’erede. Se si tratta del beneficiario di una proprietà immobiliare, c’è poco da eseguire, in termini giuridici. Materialmente potrebbe essere necessaria la consegna delle chiavi, e si domanderanno al detentore. Diciamo che in linea di principio, quando è necessario, il beneficiario chiede l’esecuzione, prima con cortesia e dopo a mezzo di un legale… Per quanto riguarda disposizioni a favore di altri (tipo: avranno versato davvero i 10.000 € all’ente di protezione animali, come era scritto nel testamento?), per domandare informazioni al riguardo o agire per far rispettare la disposizione, bisogna avere un interesse, anche indiretto, all’esecuzione.

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Gent.mo Notaio,
ho recentemente venduto la casa di mia madre, deceduta a fine 2024. Per ora abbiamo fatto solo il compromesso, il rogito è programmato a dicembre 2025. I compratori in questi mesi mi hanno ripetutamente chiesto di poter fare un buco nel pavimento, per verificare se ci sono i centimetri necessari per la pendenza, poiché devono spostare la cucina. È corretto rifiutare questa richiesta? La mia preoccupazione è che, accettando, possano ripensarci o cambiare idea prima del rogito, rischiando di compromettere la vendita. Patrizia

Gentile Patrizia, non è una prassi inusuale quella di autorizzare gli acquirenti a cominciare dei lavori. Però la sua preoccupazione è tutt’altro che peregrina. Diciamo che il rischio del ripensamento, e del danno conseguente, dovrebbe essere coperto dalla caparra. Dunque, se la caparra è bassa rispetto a quest’ipotesi la soluzione per garantirsi è di aumentare la caparra, e ottenerne il versamento.

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Gent.mo Notaio,
vorrei sapere quali sono le differenze principali tra la donazione e il testamento per lasciare un immobile ai figli. Quale delle due soluzioni è più vantaggiosa dal punto di vista fiscale e quali tutele offre per chi dona o testa? Mario

Gentile Mario,
le convenienze chiedono di essere misurate sui casi specifici, quel che va bene per una famiglia potrebbe essere di danno per un’altra, e troppo poco sarebbe questo spazio per illustrarle i fattori da prendere in considerazione… Per stare sull’essenziale diciamo che in termini di imposte non fa differenza trasmettere per donazione o successione. Però, quel che sappiamo è che oggi in Italia le imposte sono molto basse, e quel che possiamo prevedere è che prima o poi aumenteranno. In questo senso e di questi tempi la donazione è una buona soluzione perché sfugge a ipotetici aumenti di imposta. Ma, data quest’indicazione di massima, ripeto che sarebbero da fare altre e variegate considerazioni.

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Gent.mo Notaio,
se un genitore muore senza testamento, lasciando il coniuge e due figli, come viene suddivisa l’eredità? Mirella

Gentile Mirella,
nel caso che lei descrive i tre eredi ricevono in parti uguali, un terzo ciascuno.